L’autodifesa delle Province

Consigli speciali in tutta Italia - incluse Perugia e Terni - per opporsi all’ipotesi di soppressione

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Anche l’Umbria si batte per evitare la soppressione delle Province, nel solco della giornata dedicata a questo tema in tutta Italia (con 107 Consigli provinciali ad hoc). Le Province pongono l’accento, tra l’altro, sul fatto che non si risparmierebbe nulla, anzi ci sarebbe un aggravio di costi per il trasferimento dei dipendenti alla Regioni o ai Comuni. A Perugia si è tenuto un Consiglio aperto al “Capitini”. Il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, ha sottolineato che “siamo qui per ribadire con forza, in questa giornata di mobilitazione, la centralità e il ruolo delle Province, che devono essere ridefinite in un’ottica di riorganizzazione, riducendo e contenendo i costi, ma non si possono cancellare, con un colpo di spugna, enti di natura elettiva che hanno assolto una funzione storica in questi 150 anni di storia italiana”. Le Province rappresentano l’1,35% della spesa pubblica complessiva del Paese (tutte insieme costano 113 milioni di euro rispetto ai 7 miliardi di euro della miriade di enti non elettivi). Guasticchi ha sottolineato, inoltre, che “oggi la Provincia è una garanzia nella gestione controllo del territorio, una sicurezza per gli edifici scolastici, un’opportunità per il mondo del lavoro”. È intervenuto – presenti i parlamentari umbri – anche il presidente dell’Anci regionale, Wladimiro Boccali, rilevando che “non vogliamo difendere una casta ma far emergere la dignità di una nuova politica. È stata abborracciata per le Province una riforma che chi fa politica sa quanto sia difficile. Ci vuole allora un tavolo tra Comuni, Province, Regioni e Governo”. L’assessore regionale Fabrizio Bracco, delegato dalla Giunta, ha evidenziato che “l’articolo 144 della Costituzione definisce il livello istituzionale di governo del territorio nel nostro Paese. Per cambiarlo, bisogna avviare un processo di riforma costituzionale. Il decreto affrettato è stato un errore”. Anche a Terni, a palazzo Bazzani, si è svolto un Consiglio provinciale aperto. Il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, ha messo in rilievo che “l’eliminazione delle Province per decreto non produce effetti sul versante del risparmio e dell’efficienza della pubblica amministrazione, e non concorre alla definizione di un suo nuovo e più moderno ordinamento”. Polli ha rimarcato il rischio che “Terni, capoluogo di provincia, esca ridimensionata e ricacciata a ruoli di scarso significato politico-istituzionale”. La difesa delle Province può essere condivisibile. L’interrogativo è dato dal fatto se questa lotta rappresenti una lotta sacrosanta oppure l’ennesimo caso di “benaltrismo”, cioè la pratica politica di pensare che i veri problemi siano altri e più importanti. E così non si decide mai nulla.

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