Le ‘nuove’ Province

POLITICA. Eletti i due nuovi Presidenti dai loro colleghi

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Nando Mismetti eletto a Perugia
Nando Mismetti eletto a Perugia
Leopoldo Di Girolamo eletto a Terni
Leopoldo Di Girolamo eletto a Terni

Nando Mismetti e Leopoldo Di Girolamo sono i nuovi presidenti delle Province di Perugia e Terni. Nessuna sorpresa di rilievo, solo qualche mal di pancia nel centrodestra perugino perché alcuni consiglieri avrebbero votato un esponente di un altro collegio invece di quello proprio. Sono paradossali anche i commenti, considerando che si vuole far passare per test elettorale una votazione compiuta solo da sindaci e consiglieri comunali per i loro colleghi.

“La Provincia ha cambiato pelle, ma non le sue competenze. Non è più diretta emanazione dei cittadini, ma resta ente al servizio dei Comuni in stretta relazione con la Regione come supporto nell’erogazione dei servizi ai cittadini”. Lo ha detto Nando Mismetti, nuovo presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Foligno, nel corso della cerimonia di passaggio delle consegne con il presidente uscente Marco Vinicio Guasticchi; il quale ha auspicato un ripensamento perché “le Province da sempre sono un punto di riferimento fondamentale, e al momento non c’è un modello di sostituzione”.

Mismetti ha fatto presente che “in questa fase transitoria avverto il disagio dei dipendenti di questo ente, vero ‘tesoro’ della Provincia. Posso assicurare fin d’ora che questo patrimonio umano e professionale avrà anche un ruolo fondamentale di supporto ai Comuni, soprattutto a quelli medio-piccoli che sono la maggior parte della nostra Provincia. Abbiamo davanti la straordinaria opportunità, insieme a Regione e Comuni, di riorganizzare l’Umbria aprendo un confronto su competenze e funzioni avendo come unico obiettivo l’interesse dei cittadini. Ogni altra logica non ci interessa”.

Ricordiamo che i consiglieri eletti per la Provincia di Perugia sono Roberto Bertini, Roberto Ferricelli, Filippo Maria Stirati, Erika Borghesi, Gino Emili, Paolo Fratini e Maria Pia Bruscolotti per la lista “Provincia democratica e riformista” e Massimo Perari, Giampiero Panfili, Floriano Pizzichini, Enea Paladino e Riccardo Meloni della lista “Provincia civica”.

Leopoldo Di Girolamo, neo-presidente della Provincia ternana, ha parlato di “rinnovata attenzione al territorio, sostegno ai Comuni e alle realtà locali, in una logica di sussidiarietà e di sviluppo di politiche di area vasta che sappiano accompagnare i processi di cambiamento in atto in senso positivo”.

I consiglieri provinciali di Terni sono 7 per la lista “Democratici, progressisti e riformisti”: Giampiero Lattanzi, Sandro Piermatti, Riccardo Maraga, Leonardo Grimani, Giuseppe Germani, Marco Rosati, Francesco de Rebotti. Gli altri eletti sono 2 per la lista “Provincia civica”, Sergio Bruschini, Manuela Beltrame e uno per la lista “Progetto civico”, Cristiano Ceccotti.

AUTORE: Emilio Querini

1 COMMENT

  1. Mah,prevale sempre di piu’ l’incredulità sulle “nuove province”abolite,ma tutt’ora vive e vegete!
    Sono le famose riforme italiote, dove tutto si modifica per non cambiare nulla gattopardescamente, con le stesse parole e soprattutto i fatti non realizzati, che entrano in contraddizione fra di loro. Come è possibile avere ancora fiducia in questa classe dirigente che fa di tutto per fomentare l’antipolitica mentre aumenta il deficit di credibilità,non solo nazionale. Anche se i cittadini non sono più’ parte interessata nelle elezioni provinciali, nessuno puo’ pensare che gli obiettivi di partenza non realizzati, possano indurre ulteriori spese connesse all’aumento dei consiglieri e delle ulteriori e fantomatiche società e/o consorzi provinciali che, verranno giustificati con la stessa logica con cui si sono abolite le Province?
    Che dire,inoltre,delle attuali riforme abbozzate e non ancora realizzate concretamente? Il famoso “Italicum” (nuova legge elettorale),giace fermo in un binario “morto” senza alcuna precisa volontà di definizione.La stessa riforma del Senato è abbastanza fumosa,così pure lo “Sblocca Italia” di cui si è tanto parlato ma poco realizzato! In Politica e, mai come in un periodo tanto drammatico come l’attuale, ogni possibile intervento,deve necessariamente avere una concreta e prioritaria realizzazione con l’aiuto di tutto il Parlamento, a prescindere dal colore politico. Parlando di priorità come non pensare ai lavoratori delle acciaierie ternane prossime alla chiusura dello Stabilimento.PIu’ di 500 lavoratori perderanno il posto di lavoro anche per la indifferenza della Politica nel suo insieme, da anni ormai ,incapace di intervenire con tempismo, sulle politiche industriali del Paese.

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