L’Estate ragazzi alternativa dei paesi dell’Emilia

Reportage dal paese di Crevalcore, dove adolescenti e giovani “animano” i più piccoli

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Bambini giocano a calcio in un parco a Crevalcore in Emilia

Non ci saranno le due settimane di “Estate ragazzi”, il Grest estivo organizzato dalla parrocchia… ma un mese intero, e per di più aperto gratuitamente a tutti i bambini e ragazzi del paese. La scommessa per questa “estate in progress” è della parrocchia di Crevalcore, all’estremo nord della diocesi di Bologna.

Si controllano gli edifici

A Crevalcore i vigili del fuoco stanno verificando le case. Molte sono agibili, ma non altrettanto si può dire delle chiese: nel paese vi sono quella parrocchiale e 5 oratori, ma “tutte sono inagibili – racconta il parroco, don Adriano Pinardi, appena rientrato da una riunione con le istituzioni e i vigili del fuoco. – Solo nella chiesa principale sono lesionate la facciata e le pareti laterali, è caduta la croce dalla cuspide, all’interno cono crollati in parte i soffitti delle navate laterali e si vedono le capriate di legno…”.

I segni della devastazione del terremoto sui luoghi di culto anche qui sono destinati a durare a lungo, e di sicuro “per tutta l’estate celebreremo sotto un tendone all’asilo Stagni”, conferma il parroco. Dopo non si tornerà certo in chiesa, ma si cercherà un luogo adatto al coperto per i mesi invernali, “vicino al paese affinché gli anziani possano venirci senza difficoltà”.

La scuola materna è l’unico edificio della parrocchia rimasto – seppur parzialmente – agibile, ed è qui che la scorsa settimana l’Arcivescovo di Bologna è venuto a celebrare l’eucaristia.

Animazione in tendopoli

Sotto quel tendone – spiega il sacerdote – “montato nei giorni scorsi, perché prima era all’interno della zona rossa e non potevamo recuperarlo”, ora vi sono anche i ragazzi con la maglia blu di Estate ragazzi, che assieme al cappellano organizzano l’attività. “Doveva durare due settimane dopo la fine della scuola come l’anno scorso, quando abbiamo avuto 230 bambini e ragazzi. Ora invece abbiamo deciso di aprirla a tutto il paese come servizio alle famiglie e ai ragazzi”, dice. Non si sa quanti saranno i partecipanti: di sicuro tanti sono andati via col terremoto, ma altrettanti – anche non cattolici – sono nel campo d’accoglienza, o nelle tende per strada. Divise per fasce d’età, le attività si terranno in tre punti del Paese.

L’animazione, in verità, è già cominciata “con i ragazzi della tendopoli”, precisa il diacono Michele Zanardi. Nel campo sportivo c’è un’area recintata, all’interno della quale si può entrare solo con il tesserino giallo di chi dorme in tenda (mentre altri hanno un tesserino arancione perché sono sistemati nelle carrozze ferroviarie), ma tutt’attorno l’accesso è libero e i giovani della parrocchia – che hanno cominciato le vacanze in anticipo a causa del sisma – “vanno a volte tutto il giorno, altre solo qualche ora, alternandosi con le diverse realtà del territorio”, per far giocare i più piccoli. Ma non c’è solo gioco, e dal momento che le scuole sono chiuse “abbiamo organizzato la preparazione per l’esame di terza media (che sarà solo orale nei luoghi del terremoto, ndr) sotto un tendone”, ricorda il diacono. Tanti professori sono venuti a dare una mano per i ripassi e “per i ragazzi è un’occasione per ‘distrarsi’ dalle conseguenze del terremoto e rivedersi”.

L’ospitalità in campagna

Se tanti bimbi sono andati via con le loro famiglie, o presso parenti, per alcuni di quelli rimasti al centro sportivo il Comune ha ricevuto la disponibilità della foresteria di Settefonti, nel Parco dei Gessi a Ozzano Emilia, per un campo estivo. “Da domenica sono arrivati 19 bambini di varie nazionalità, dai 5 agli 11 anni”, spiegano i responsabili dell’iniziativa, che prevedono una turnazione settimanale degli ospiti per almeno tre settimane e, nei prossimi giorni, ne attendono “altri 5 o 6 con due mamme” per coprire i 25 posti a disposizione. A gestire la struttura la Comunità del Parco dei Gessi bolognesi e i Comuni di San Lazzaro, Ozzano, Pianoro e Bologna, oltre alla Comunità montana.

Per arrivarci da Crevalcore ci vuole un’ora di viaggio in auto; gli ultimi chilometri sono immersi nel verde della campagna bolognese. Nel parco, davanti alla foresteria, alcune tende, ma non per dormire: riparano dal sole i bambini che giocano. “C’è stato un grande slancio di generosità da parte di tantissime associazioni”, dicono i responsabili, mentre ad animare i più piccoli sono “ragazzi delle scuole medie superiori di Bologna e San Lazzaro, e nello specifico il Galvani, il Mattei e il Fermi, tutti volontari”. La solidarietà non va in vacanza.

AUTORE: Francesco Rossi

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