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Dal Louvre a Perugia il ritorno dell'opera requisita dalla basilica di San Pietro di Perugia nel 1812 è tornata per essere la protagonista di una mostra sul Sassoferrato che sarà inaugurata l'8 aprile

L’“Immacolata” è tornata a San Pietro


Cristina-Galassi-2-l'Immacolata_Sassoferrato-CMYKL’evento è sicuramente eccezionale. È tornata nel luogo d’origine, la basilica di San Pietro di Perugia, seppur per un breve periodo, l’Immacolata Concezione realizzata dall’artista marchigiano Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, oggi conservata al Louvre. L’occasione la mostra che si terrà alla Galleria Tesori d’arte della basilica di San Pietro dall’8 aprile al 1 ottobre “Sassoferrato dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita”. Lunedì 27 marzo lo svelamento dell’opera dall’imballaggio, particolarmente delicato, e l’inserimento in mostra dopo il suo arrivo a Perugia venerdì scorso. Particolarmente complessa è stata la procedura per ottenerne il prestito: è nota la retrosia del Louvre.

“L’opera – ha sottolineato Cristina Galassi, curatrice della mostra insieme a Vittorio Sgarbi – fa parte di un insieme di dipinti realizzati dall’artista marchigiano proprio per l’abbazia benedettina. Nel 1812, nel corso di una seconda requisizione, la tela fu scelta da Dominique – Vivant Denon, allora direttore del Musée Napoleon, oggi Louvre, per far parte dell’esposizione del museo francese. La presenza di questa eccezionale opera permetterà di riunire l’intera “collezione”, composta da 17 dipinti, “la più ampia esistente al mondo di opere dell’artista” come è stato sottolineato in sede di presentazione, realizzata proprio per il monastero benedettino. Farà inoltre parte di un percorso espositivo comprendente sia opere realizzate dal maestro marchigiano che da altri famosi artisti provenienti da collezioni pubbliche e private.

In particolare in queste 17 opere il maestro si presenta come l’erede del Perugino e di Raffaello, “di cui frequentemente replica soggetti e stili, aggiungendo però sempre una sua personale interpretazione” – è stato ricordato. Insieme saranno esposte anche una quarantina di opere, sia del Sassoferrato che di altri artisti: tra quest’ultime una Maddalena di Tintoretto proveniente dai Musei Capitolini, opere dello Spadarino, di Pietro Perugino, nonché due dipinti appartenenti alla collezione privata di Vittorio Sgarbi.

Alla presentazione c’era il presidente Franco Moriconi, rettore dell’Università perugina nonché presidente della Fondazione per l’istruzione agraria dell’Università di Perugia, principale promotrice della mostra, che ha voluto rimarcare l’internazionalità dell’evento che aiuterà il complesso di San Pietro a promuoversi come importante realtà museale della città. La mostra ha infatti tra i suoi propositi anche quello di rilanciare l’immagine dell’Umbria al di fuori dei confini nazionali, dopo i danni arrecati dal recente evento sismico.

 

Manuela Acito


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