L’importanza della formazione per i giovani del Malawi

L'associazione “Amici del Malawi" incontra mons. Msusa

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L'ospedale di Pirimiti in Malawi nato dalla collaborazione delle diocesi di Perugia e di Zomba
L’ospedale di Pirimiti in Malawi nato dalla collaborazione delle diocesi di Perugia e di Zomba

Un’economia sostenibile per l’uomo e l’ambiente è possibile grazie alla formazione e alla cooperazione internazionale. Su questo principio si basa da anni la collaborazione tra la diocesi di Perugia – Città della Pieve e il Malawi, concretizzatasi nell’esperienza ormai decennale della onlus “Amici del Malawi”.

I frutti concreti di questa relazione sono cinque scuole dell’infanzia, un ospedale e un politecnico costruiti nel Paese africano grazie agli aiuti della diocesi umbra, nonché frequenti missioni di volontari che da Perugia donano un mese o più del loro tempo per lavorare in Malawi.

Il 7 settembre i volontari dell’associazione si sono riuniti per incontrare l’arcivescovo di Blantyre (Malawi), mons. Thomas Msusa, presente in questi giorni a Perugia dove ha preso parte all’International Summer School organizzata dalla facoltà di Agraria sul tema “Gestione e promozione sostenibile del territorio”.

L’iniziativa è stata occasione per incontrare mons. Msusa e sottolineare nuovamente la grave situazione in cui versa il Malawi, e l’importanza dell’associazione.

 

Come sta il Malawi?

“È ancora oggi uno dei Paesi più poveri del mondo: basa la propria economia su un’agricoltura di sussitenza poco sviluppata, non ha industrie, non possiede giacimenti di petrolio, né riserve minerarie. Il 60% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Di recente la situazione si è ulteriormente aggravata: quest’anno il Malawi è infatti stato vittima di terribili alluvioni, che hanno ucciso centinaia di migliaia di persone e devastato il Paese e la sua già fragile economia. La comunità internazionale ci sta aiutando inviando cibo, vestiti e medicinali”.

In questa situazione, quanto è stato importante il lavoro degli Amici del Malawi?

“È stato assolutamente fondamentale. Negli anni siamo riusciti a realizzare asili nido, l’ospedale e il politecnico grazie all’aiuto dell’associazione e delle tante persone che sono arrivate da Perugia: ingegneri, dottori o semplici volontari. Il loro è stato ed è un aiuto economico, un aiuto pratico per la progettazione e la costruzione degli edifici, ma anche un aiuto educativo. La cosa su cui insisto di più è, infatti, il supporto formativo che i volontari di Perugia danno alle persone del Malawi, specie ai più giovani, perché è fondamentale che loro imparino a fare da sé, a essere autonomi, a capire che tutte queste strutture sono le loro e che, quindi, loro vi devono provvedere”.

Oggi non è così?

“Purtroppo no. I nostri giovani abbandonano le aree rurali per andare in città, illudendosi di trovare lì un lavoro in qualche ufficio. Ma questo non è possibile, perché ci sono pochissimi uffici in Malawi. La maggior parte dell’economia si basa sull’agricoltura. È fondamentale, quindi, che i giovani comprendano come poter lavorare in questo settore. Oppure come poter lavorare nell’industria o nell’artigianato, due realtà oggi praticamente assenti in Malawi, ad esempio come carpentieri, lavoratori della pelle, del cotone o della gomma, costruttori. Per farlo, però, hanno bisogno di essere opportunamente formati, ed è questa la grande e vera ricchezza che porta Perugia: l’educazione”.

Quali progetti per il futuro?

“In questo momento non stiamo pensando a costruire nuovi edifici, ma a consolidare quanto già esistente. Il mio obiettivo è riuscire a formare una classe di giovani malawiani che siano in grado di costruire da soli i propri progetti, dalla pianificazione all’amministrazione. Solo così il Malawi potrà rinascere”.

 

AUTORE: Laura Lana

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