LITURGIA. A Collevalenza una giornata di formazione per sacerdoti e laici

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Circa 300 partecipanti ha ospitato l’auditorium del santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza per il pomeriggio di formazione dal titolo “Lo spirito della liturgia: il giorno del Signore”. In tanti tra ministri straordinari della Comunione, catechisti, animatori liturgici, ministri ordinati, si sono ritrovati a riflettere sulla liturgia, sulla celebrazione eucaristica e sull’importanza della domenica nella vita di ogni cristiano.

La giornata di formazione è stata aperta da un breve saluto di mons. Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni-Narni-Amelia e delegato della Conferenza episcopale umbra per la liturgia, a cui ha fatto seguito la riflessione offerta da mons.

Giuseppe Busani, parroco della comunità di San Giovanni Battista a Castel San Giovanni (Pc), liturgista della diocesi di Piacenza- Bobbio, già direttore dell’Ufficio liturgico nazionale.

Le parole-chiave sulla quale si è mossa la conferenza sono state tre: celebrare, il Signore, giorno.

Celebrare: cercando di riscoprire la liturgia come azione che ha a che fare con il corpo e con la vita. Infatti la liturgia – spiega don Busani – è un azione che tiene conto dell’“esteriore”; non nel senso dell’apparenza o dell’ostentazione, ma dei gesti ben compiuti nei quali si esprime l’opera di Dio.

Altra parola chiave è “il Signore”, il quale è sempre presente nella liturgia, dando la possibilità all’uomo di celebrare il Mistero pasquale. Infine, ultima parola nella quale si è sviluppata la riflessione di don Busani è “giorno”. Infatti, spiega il liturgista, “la prima basilica, il primo tempio nel quale Dio chiede di essere ospitato è un tempo, un giorno, il giorno del Signore”. Al quale giorno l’uomo è invitato, come ci ricordano le parole pronunciate dal sacerdote prima della Comunione, per prendere parte al banchetto dell’Agnello.

La relazione quindi ha voluto sottolineare l’indispensabilità del giorno di domenica – al cui centro c’è la celebrazione eucaristica – per la vita della Chiesa, perché essa possa attingere ancora oggi la grazia che scaturisce dalla passione, morte e risurrezione del Signore Gesù.

Il pomeriggio si è poi sviluppato con brevi testimonianze da tre diocesi dell’Umbria, che hanno riguardato alcuni ambiti pastorali legati al tema della conferenza: famiglia, carità, catechesi e giovani.

Per la famiglia la testimonianza è giunta da alcuni rappresentanti della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, che hanno raccontato l’esperienza delle “Famiglie del Vangelo”: piccoli gruppi di preghiera che si incontrano nelle case e condividono il loro cammino di fedeattraverso il Vangelo che verrà poi proclamato nella domenica successiva.

La seconda testimonianza è stata offerta da una rappresentate della diocesi di Spoleto – Norcia, la quale ha sottolineato il legame tra eucaristia e amore verso il prossimo, concretizzato in specifico nell’esperienza della Comunione ai malati e agli anziani, e nell’assistenza a famiglie in difficoltà economica.

Infine l’ultima testimonianza è stata data da don Sergio Rossini e don Stefano Mazzoli, rispettivamente direttore dell’Ufficio liturgico diocesano e direttore dell’Ufficio catechisti diocesano della Chiesa di Terni-Narni-Amelia, i quali hanno rimarcato lo stretto legame tra liturgia e catechesi, sottolineando l’importanza della catechesi liturgica.

Il pomeriggio di formazione, tra le parole di don Giuseppe Busani e le varie testimonianza, ha avuto quindi l’obiettivo di riflettere ancora una volta sul fatto che la liturgia, in particolare la celebrazione eucaristica, che ha il suo tempo privilegiato nella domenica, è davvero fonte e culmine della vita cristiana.

 

AUTORE: Francesco Verzini

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