L’ombra della scure

REGIONE. La Marini accusa il Governo sulla “manovra”

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La manovra finanziaria del Governo mette paura all’Umbria, ma bisognerà aspettare se tutto quanto annunciato si trasformerà davvero in una scure. La presidente Catiuscia Marini ha espresso tutta la propria preoccupazione. “Tagliare di circa 250 milioni di euro in due anni il bilancio della Regione significa di fatto azzerare l’autonomia dell’ente – ha affermato Marini – cancellando totalmente le risorse per settori fondamentali come il trasporto pubblico, l’edilizia residenziale, interventi per viabilità e difesa del suolo. Un impatto devastante che, contrariamente a quanto si vuol far credere, non agisce su sprechi e inefficienze, ma sui servizi al cittadino.

Ad esempio, con questi tagli, la Regione non avrebbe più un centesimo per finanziarie il trasporto pubblico, per pagare i contratti di servizi con Fcu e Trenitalia e, quindi, pagare il servizio ferroviario per i pendolari. Si azzera, inoltre, il fondo per l’edilizia residenziale pubblica e, paradossalmente, annullando così non futuri investimenti, ma risorse necessarie al pagamento di mutui contratti e che sono serviti per costruire alloggi di edilizia residenziale”. Oltre alla protesta, c’è pure la volontà della Regione di procedere ad un progetto di riorganizzazione e razionalizzazione delle spese di funzionamento generale. Le notizie governative sono spesso contrastanti ma, di fatto, come minimo non sono incoraggianti.

Basti pensare all’ipotesi di un “pedaggio” sulla Perugia-Bettolle, con modalità sicuramente da studiare, visto che la costruzione di eventuali svincoli comporterebbe altri lavori e spese. Sul fronte culturale, il taglio dei fondi verso il Festival dei Due mondi di Spoleto – da anni segno di cultura nel mondo – ad appena 20 giorni dal via, appare sconcertante. La questione dei risparmi, o sprechi nella pubblica amministrazione, è sempre controversa perché è spesso labile il confine tra necessità di servizi e spese considerate inutili. La presa di posizione della Marini non è andata giù al centrodestra che, attraverso il gruppo Pdl in Regione, con la portavoce Fiammetta Modena, ha replicato duramente. “Basta a mistificazioni e al gioco delle parti, con la Regione ‘buona’ e il Governo ‘cattivo’ – è stato sottolineato. – Si colga l’occasione di una manovra necessaria per voltare pagina, tagliando anche una spesa pubblica improduttiva che in Umbria è la più alta del centro Italia”.

La Modena ha accusato la Marini di aver riproposto sulla manovra “una manfrina stucchevole di contrapposizione al Governo, tentando in questo modo di coprire le debolezze di una maggioranza che, negli ultimi decenni, ha accumulato un peccato originale: quello di non aver mai fatto un controllo vero sulla spesa pubblica regionale”. Al di là delle posizioni politiche, un atto di buona volontà potrebbe essere quello di iniziare a tagliare le indennità e diarie dei consiglieri regionali, nonostante siano le più basse tra quelle delle Regioni e Province autonome in Italia. Ma dovrebbe essere solo l’inizio.

AUTORE: E. Q.

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