Lorenzetti stravince, l’alternanza resta un sogno

Elezioni regionali. Gli elettori hanno confermato la presidente uscente con il 63% dei voti. Perde consensi il centrodestra che si ferma al 33,64% perdendo oltre 29mila voti rispetto al 2000

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Il centro sinistra non solo ha vinto le elezioni in Umbria come nel resto d’Italia, in undici regioni su tredici, ma ha vinto persino troppo. Tale vittoria se da una parte è motivo di soddisfazione per lo schieramento vincente ha prodotto pure un certo imbarazzo a causa della legge elettorale che oltre ad un certo livello di consensi tende a limitare il numero di seggi per non impedire il gioco democratico di rapporti possibili tra maggioranza e opposizione. Il famoso listino formato da sei nomi infatti ha promosso solo i primi tre, Lorenzetti (Ds), Bocci (Margherita) e Vinti (Rc). Risultati e commenti sono ormai alla portata di tutti. Si è confermata la vecchia struttura politica senza notevoli e significativi cambiamenti. Non c’è da attendersi niente di quanto non sia già stato visto e sentito. Uno specifico aspetto umbro non c’è, se non quello della continuità del sistema di governo. Alcuni volti nuovi non cambiano l’assetto. Chi puntava al cambiamento (ma chi ci puntava seriamente?) pensando buona norma di democrazia l’alternanza dovrà rassegnarsi perché gli elettori hanno ancora una volta ribadito che le cose in Umbria vanno bene e se qualcosa non va bene è colpa del governo e specificamente di Berlusconi. Visto ciò che è accaduto anche nelle altre regioni, c’è da credere che almeno una parte di verità in tutto ciò vi sia. Ma non è consolante e non c’è da trarre conseguenze ottimistiche sul futuro della regione. Si rischia di rimanere al governo senza slancio e senza idee innovative, crogiolandosi in una specie di soddisfazione appagante, mentre i buoni risultati ottenuti dal Centro sinistra dovrebbero provocare un aumento di responsabilità per non deludere la fiducia dei cittadini. Nessuno dubita che questo sia nelle intenzioni, come dichiarato, della presidente Maria Rita Lorenzetti che non mancherà di allestire una squadra di governo che sia all’altezza dei compiti che gli elettori le hanno affidato e in grado di affrontare i problemi di una regione piccola, ma che attraversa gravi difficoltà. Il centro destra, d’altra parte, non ha mostrato la coesione necessaria e la determinazione di chi prova a vincere una battaglia. Si ha l’impressione, dall’esterno, che da questa parte, tutto sommato, vi sia soddisfazione perché, date alcune circostanze relative ad esempio a Forza Italia, poteva andare anche peggio. Conclusa ormai la consultazione elettorale, i cittadini auspicano che tutti gli eletti dei due schieramenti, si mettano al lavoro secondo i compiti di ognuno, compiti di governo della maggioranza o di controllo e stimolo dell’opposizione, per considerare la situazione dell’Umbria, dei suoi problemi che abbiamo elencato su queste pagine anche prima e in vista delle elezioni, sotto forma di attese dei cittadini e delle componenti della società. Si spera che si determini un clima sereno e operoso che permetta di sbloccare certe prese di posizione puntigliosamente sostenute su aspetti ideologici più di facciata che reali e ci si confronti con la concreta vita della gente. Alcuni toni trionfalistici di vittoria sull’onda dell’avanzamento di una notevole percentuale di ‘sinistra radicale’, certo, non rasserena gli animi di quegli elettori moderati che già si sono trovati a votare liste congiunte con compagni niente affatto graditi ed omogenei. Nell’anno che separa queste elezioni dalle prossime politiche molte cose dovranno essere chiarite circa il modello di società che i vari schieramenti politici propongono. In Umbria non c’è stato un successo simile a quello di Vendola in Puglia, ma il fatto comunque pone domande cui si dovrà in quest’anno dare una qualche risposta.

AUTORE: E.B.

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