Madri europee una voce comune

Da un sondaggio del Movimento mondiale delle madri (Mmm) una serie di richieste alla politica

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La delegazione europea del Movimento mondiale delle madri (Mmm Europa), una Ong con sede a Bruxelles, annuncia i risultati del “Sondaggio delle madri in Europa” del 2011. Il sondaggio precisa le preoccupazioni e le priorità di 11.000 madri in 16 Paesi europei. L’indagine è stata effettuata dopo l’invito ad Mmm Europa di partecipare al progetto VII Programma piattaforma della famiglia della Commissione europea (www.familyplatform.eu). Mmm Europa ha scritto una relazione su “Realtà delle madri in Europa” e ha redatto una critica sull’indagine compiuta sulle famiglie dal punto di vista delle madri. Ulteriori informazioni su www.mmmeurope.org. Essere madre. La relazione conclusiva di questa indagine, denominata “Ciò che conta per le madri in Europa”, fa luce su alcuni fatti importanti circa le madri europee: diventare madre è un tale cambiamento di priorità che le madri vogliono parlare in nome proprio, in quanto madri; c’è una impressionante coesione di pareri delle madri d’Europa, da Londra a Budapest e da Stoccolma a Madrid; il contrasto tra “madre a casa” e “madre impiegata” sembra superato. È la stessa donna che vuole sia essere attiva nel mercato del lavoro sia avere tempo per i suoi figli. Possibilità di esprimersi. Sebbene rappresentino il 76% delle donne oltre i 18 anni in Europa, le madri sono difficilmente riconoscibili dal governo come un obiettivo separato con specifica funzione e identità. E ancora più raramente hanno l’opportunità di parlare delle loro priorità in materia di argomenti politici importanti che hanno un impatto diretto su di loro e le loro famiglie. L’inchiesta di Mmm Europa ha dato alle madri europee l’opportunità di esprimere se stesse. Perciò, Mmm Europa chiede ai politici europei di creare opportunità di dialogo con le madri, e ai governi di tener conto delle opinioni delle madri con la creazione di politiche sociali che apportino benefici ai genitori, ai figli e alla società in generale. Alcune richieste. Le donne intervistate chiedono che i governi adottino misure che aiutino le madri a controllare e migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita familiare. In particolare, chiedono di “dare la priorità al tempo da trascorrere con i loro figli (soprattutto i figli ancora in casa); fornire soluzioni nido più flessibili, per esempio asili nido nei luoghi di lavoro; offrire maggiore flessibilità agli orari di lavoro per riflettere gli orari scolastici e le vacanze; fornire maggiori opportunità di lavoro a tempo parziale; dare maggiore importanza alle aziende orientate alla famiglia; aumentare la lunghezza della maternità e dei congedi parentali”. In effetti, “le madri intervistate vogliono un riconoscimento più ufficiale di quei genitori che restano a casa (a tempo parziale o integrale), per prendersi cura dei loro figli. Vorrebbero più benefici e avere opzioni economicamente pratiche, tra cui una soluzione di assistenza esterna o interna”. Inoltre, “richiedono un maggiore riconoscimento dell’importanza della ‘cura familiare’ e dei ruoli della madre e del padre nella società”. In sostanza richiedono che “le famiglie siano riconosciute come una grande risorsa per l’intera società e come fonte di coesione sociale. Crescendo i loro figli, madri e padri stanno lavorando per il futuro della nostra società”.

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