Misericordia ‘junior’

DIOCESI. Veglia dei giovani per la festa di san Francesco

Tempo di lettura: 135 secondi

L’intervento del Vescovo durante la veglia dei giovani per la festa di san Francesco
L’intervento del Vescovo durante la veglia dei giovani per la festa di san Francesco

In occasione della ricorrenza del 4 ottobre la Pastorale giovanile diocesana ha organizzato la consueta “Veglia di san Francesco”, in occasione della quale iniziano le attività del nuovo anno pastorale. In questa occasione, però, la veglia ha rappresentato il punto di partenza di altri due importanti appuntamenti cui sono chiamati tutti i giovani di Città di Castello. Nella serata, infatti, è stata presentata la Gmg 2016 di Cracovia ed è stato introdotto il prossimo Giubileo della Misericordia. Non a caso il tema della serata è stato “Beati i misericordiosi”.

Alcuni giovani hanno introdotto la veglia rappresentando con le ombre cinesi la parabola del Padre misericordioso (Lc 15,11-31). Da questo brano, poi, padre Eugenio Landrini ha preso spunto per proporre ai presenti una catechesi: “Questa parabola racchiude in sé il centro del Vangelo”. L’ appare evidente che il modo di agire del Padre misericordioso è molto lontano dal nostro: “Il figlio – ha proseguito padre Eugenio – si allontana da casa, troncando anche le relazioni familiari. Allontanarsi a volte è anche una cosa positiva, se serve per creare una famiglia propria o per riconoscere meglio il valore di qualcosa che abbiamo sempre avuto; ma in questo caso il figlio chiede anche la sua eredità, che significa vedere il padre come fosse morto”. A questo comportamento del figlio, il padre risponde con misericordia. Misericordia testimoniata dalla pazienza e dalla sofferenza dell’attesa, dal corrergli incontro e dall’abbraccio, “segno di accoglienza, che parla di una comunione grande, nel cuore. L’atteggiamento di questo padre ci chiama in causa tutti quanti” ha concluso padre Eugenio, citando san Francesco, che dopo una giovinezza mondana, “ha trovato la felicità nel cuore, solo nel momento in cui si è sentito amato da Dio”.

Al termine della veglia ha poi preso la parola il vescovo, mons. Domenico Cancian, che ha salutato i ragazzi richiamando i tragici fatti di cronaca che hanno riguardato la comunità tifernate nella scorsa estate: “Spero – ha aggiunto – che questi incontri vi aiutino davvero a prendere coscienza che certe situazioni sono irreversibili. Ricordate che la vita è sacra e non si può bruciare; è un dono bello da curare e custodire. Dopo questa sera, poi, dal vostro impegno, vorrei che nascesse un percorso cristiano ed evangelico.

Il sogno che ho su di voi è che ognuno possa intercettare e centrare il progetto che Dio ha su di lui. Per fare questo dobbiamo accogliere l’amore del Signore dentro di noi ed essere capaci di trasmetterlo agli altri attraverso una vita santa” ha affermato infine il Vescovo, ringraziando la nuova équipe della Pastorale giovanile, che sarà guidata da don Paolo Bruschi e don Filippo Milli.

AUTORE: Francesco Orlandini

LASCIA UN COMMENTO