Mons. Paglia: a tutela della donna, Ru486 in ospedale

Convegno a Terni con Pillon e Morresi

La Chiesa è dalla parte delle donne, e lo dimostra nel suo schierarsi con coloro che chiedono a gran voce maggiori garanzie, a tutela della salute delle madri, nelle procedure per la somministrazione della pillola abortiva RU486. Lunedì scorso il Forum delle associazioni familiari dell’Umbria e l’associazione Scienza & Vita di Perugia hanno promosso un incontro sull’“Aborto farmacologico con Ru486: aspetti medici e giuridici”. Il sostegno all’impegno delle due associazioni da parte della Chiesa umbra è giunto con un breve messaggio del vescovo di Terni e presidente della Conferenza episcolape umbra mons. Vincenzo Paglia. “La posizione che vorremmo si prendesse circa il ricovero ordinario in ospedale, riguarda – ha detto mons. Paglia – una questione certamente morale ed etica, anche il rispetto della costituzione e della legge 194.” Richiamando poi i pronunciamenti del Consiglio superiore di sanità a favore del ricovero ordinario in ospedale per la donna che scelga l’aborto farmacologico, definendola “una posizione molto ragionevole” ha invitato i politici umbri a “tenerla in grande considerazione, anche perché non dobbiamo sottovalutare gli aspetti negativi che avrebbe sulla cultura in generale e in particolare su quegli aspetti che riguardano la difesa della vita”. Su questo fronte la Chiesa è decisamente “schierata”, e mons. Paglia ne ha richiamato le ragioni. “Noi siamo chiamati a difendere la vita fin dalla nascita, a difendere la vita perchè i nostri ragazzi non se la vedano rubata magari dalla droga, e da altre tragedie, siamo chiamati a difendere la vita delle nostre famiglie, dei nostri anziani, di chi sta male, di chi è condannato a morte. Insomma la vita va difesa perchè è il grande tesoro e il grande patrimonio dell’oggi e della nostra società”. Al dibattito ternano indetto per promuovere “una reale tutela della maternità, specie di quella più fragile” attraverso la comprensione “delle conseguenze e delle implicazioni di questa nuova procedura abortiva”, sono intervenuti Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale per la bioetica; Alberto Gambino, ordinario di Diritto privato dell’Università europea di Roma; Simone Pillon, presidente Forum associazioni familiari dell’Umbria.

AUTORE: M. R. V.