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Regione e Comune di Perugia si muovono dopo le proteste per il locale che dovrebbe aprire vicino ad alcune scuole

Nuove regole per le sale scommesse


La Regione Umbria e il Comune di Perugia stanno cercando di impedire l’apertura di una sala scommesse a porta Pesa, vicino a tre scuole e ad altri centri di aggregazione giovanile. Modificando quindi le norme vigsala-slot-gap-CMYKenti, che prevedono una distanza minima di mezzo chilometro soltanto per sale giochi con le slot machine.

Il Consiglio comunale di Perugia lunedì scorso ha approvato – con 19 voti a favore e uno solo contrario – la proposta di un nuovo regolamento presentata dai consiglieri Pd Sarah Bistocchi e Tommaso Bori. Prevede che anche le sale scommesse, come quella di porta Pesa, siano equiparate a sale slot e sale giochi, e che non si possano aprire vicino a luoghi di culto, scuole e ospedali. “Il 20% dei ragazzi – ha ricordato Bistocchi – frequenta sale scommesse e sale giochi, mentre il 25% dei bambini tra i 7 e i 9 anni acquista regolarmente biglietti di lotterie e Gratta e vinci. La ludopatia sta quindi diventando un dramma sociale della nostra epoca”.

Anche l’assemblea di palazzo Cesaroni si sta occupando della correzione della legge regionale del 2014 sul contrasto alla ludopatia. La terza Commissione consiliare sta infatti discutendo la proposta del consigliere regionale Carla Casciari di assoggettare le sale scommesse ai vincoli già previsti per le sale da gioco e l’emendamento del consigliere Andrea Smacchi che prevede limitazioni per gli orari in cui si può giocare. “La Giunta – ha detto l’assessore alla Sanità Luca Barberini – è sostanzialmente d’accordo, almeno per quanto riguarda il principio ispiratore di tali provvedimenti. Servono però ulteriori approfondimenti per evitare che ci sia un’impugnativa del Governo per via delle competenze in capo alle varie istituzioni”.

Conclusi questi approfondimenti tecnici in Commissione, il provvedimento di modifica – ha detto Carla Casciari – dovrebbe arrivare in tempi rapidi in Consiglio regionale per l’esame e l’approvazione. Questa proposta di modifica della legge regionale – ha proseguito – intende “fornire alle Amministrazioni locali ulteriori strumenti per fronteggiare con tempestività e certezza i rischi provenienti dal proliferare anche sul territorio regionale di luoghi dediti ad attività riconducibili al gioco d’azzardo”.

 

Tentano la fortuna il 38 per cento dei minorenni

La dipendenza da lotterie, scommesse e slot machine è assai preoccupante anche in Umbria, dove, secondo l’ultimo Rapporto epidemiologico della Regione sul gioco d’azzardo patologico, interessa 10.000 giocatori. Tra loro ci sarebbero anche 1.300 studenti che dovrebbero usufruire di iniziative di prevenzione, e altri 1.500 considerati “a elevato rischio”. Nella relazione 2016 al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia è scritto che “circa il 44 per cento degli studenti giocatori abita e/o frequenta una scuola a meno di 5 minuti da un luogo dove è possibile giocare d’azzardo”.
Lo ricorda il settimanale L’Espresso in una recente inchiesta del giornalista Fabrizio Gatti, che l’autore definisce “un viaggio in un affare da decine di miliardi che lo Stato continua a favorire”. Questo rende ancora più urgente l’adozione di provvedimenti a tutela di chi frequenta le scuole, come nel caso della sala scommesse di porta Pesa (vedi sopra).
Gli adolescenti infatti, scrive ancora L’Espresso, sono i più esposti a questo tipo di dipendenza. In base a una ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, l’8 per cento dei giovani che giocano d’azzardo ha già comportamenti problematici. E l’11 per cento è a rischio perché, se lasciato solo, potrebbe superare la soglia della patologia. I ragazzi puntano ovunque: bar e tabaccherie (35 per cento), sale scommesse (28 per cento), il computer di casa (19 per cento).
Nonostante la legge lo vieti, il 38 per cento dei minorenni hanno giocato d’azzardo durante l’ultimo anno. Molti di loro sono ancora bambini: l’8 per cento dei piccoli tra 7 e 11 anni scommette soldi su internet.

 

Enzo Ferrini


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