Pd: e adesso passata la festa’

Partito democratico. L'umbria si merita 14 posti in più nelle prossime assemblee

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Il Partito democratico è decollato in Umbria: sono stati 81.500 i cittadini che si sono recati nei seggi allestiti domenica 14 ottobre. E il territorio regionale si è confermato il più ‘veltroniano’ d’Italia, con una percentuale che ha toccato addirittura l’86,4 per cento (perfino superiore al Lazio). Risultato inferiore alle attese per la lista di Rosy Bindi, che non ha raggiunto l’8 per cento; quella di Letta si è attestata attorno al 5 per cento. In Umbria la candidata alla segreteria delle liste Veltroni, Maria Pia Bruscolotti, ha ottenuto una percentuale attorno all’80 per cento, minore di quella nazionale di Veltroni, forse per la presenza della lista del sindaco di Marsciano, Gianfranco Chiacchieroni, che ha sbancato nel suo territorio superando l’8 per cento e battendo comunque gli altri candidati, Serena Innamorati (per Rosy Bindi) al 6,5 per cento e Sandro Corsi (lista Letta) al 5,1 per cento. È stato comunque un momento di festa per il neonato Partito democratico. Forse l’afflusso inaspettato di cittadini, oltre 3 milioni a livello nazionale, 81.500 nel territorio regionale, è andato oltre le previsioni. È un motivo per riflettere – per la nuova classe dirigente – sulla volontà di contare dell’elettore, che ha pure contribuito con un euro (il contributo minimo) all’organizzazione della consultazione. Le reazioni sono improntate a grande soddisfazione. L’on. Gianpiero Bocci ha parlato di ‘una grande festa di democrazia e partecipazione, che adesso va utilizzata al meglio. La straordinaria affluenza alle urne indirizza un segnale alla politica, e quindi ad un accresciuto senso di responsabilità’. Commenti entusiastici anche dalla coppia al vertice umbro, Maria Pia Bruscolotti e Wladimiro Boccali. Secondo Bruscolotti ‘ fino ad oggi consigliere comunale della Margherita a Massa Martana – questo risultato, oltre a ‘rendere più forte anche l’intero centrosinistra al governo in Umbria, è una spinta ad impegnarsi da subito per la costruzione del nuovo partito’. Quelle di domenica, per Boccali, sono state ‘elezioni vere e tutt’altro che ‘fredde’, che hanno contribuito a far superare il pessimismo ed i musi lunghi di qualcuno. In certi casi – ha aggiunto – ha dimostrato maggiore maturità chi è venuto a votare, rispetto a qualche esponente del gruppo dirigente. Ora il vero impegno è collegarsi con quegli 80 mila elettori, dialogando con loro per costruire insieme il nuovo partito’. Un’epoca si è conclusa e se ne sta aprendo un’altra, dai contorni ancora in costruzione. Per evitare una modifica solo gattopardesca, il rinnovamento reale passerà dai fatti concreti. Anche perché la nascita del Pd modifica anche le maggioranze degli enti, e soprattutto mette in fibrillazione l’altra sinistra. Basti pensare al Comune di Perugia, dove l’intergruppo della sinistra (Prc, Pdci e Sd) ha diffuso un documento, proprio in coincidenza con la nascita del Pd, per segnalare ‘un’incrinatura nel rapporto di fiducia e consenso di parte della città nei confronti dell’Amministrazione comunale’. Insomma, finita la festa, è già il tempo di sapere quanto vale il Pd. L’alta percentuale al voto in Umbria ha portato ad eleggere 134 esponenti del Pd al posto dei 120 previsti, con 7 in più nell’assemblea nazionale ed altrettanti in quella regionale. I big ce l’hanno fatta. La compagine dei sindaci, capitanata da Renato Locchi e Paolo Raffaelli, ha fatto il pieno per l’assemblea nazionale. Eletti anche altri sindaci: Cecchini (Città di Castello), Ginetti (Corciano), Brunini (Spoleto), Mocio (Orvieto), Bigaroni (Narni). Fanno parte della truppa dei 47 anche il vicesindaco di Foligno, Mismetti, e quello di Terni, Polli, il leader della Cgil umbra, Manlio Mariotti, il delfino di Veltroni in Umbria, Walter Verini. Numerosi i parlamentari: Giampiero Bocci e Marina Sereni, Alberto Stramaccioni, Mauro Agostini e Francesco Ferrante. Ha beneficiato del recupero elettorale Maria Prodi, che militava a favore di Rosy Bindi. Nell’assemblea umbra è stato eletto l’assessore regionale Vincenzo Riommi mentre il suo collega Lamberto Bottini ha beneficiato del ripescaggio come l’ex sindaco di Foligno, Maurizio Salari. Esclusi ‘ anche se annunciati ‘ l’ex segretario Ds Fabrizio Bracco e Moreno Caporalini, che avevano un posto basso nella lista.

AUTORE: Emilio Querini

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