Pd umbro: separati in casa

POLITICA. Il Pd umbro si prepara all’assemblea nazionale dell’11 maggio

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La sede perugina del Pd in piazza della Repubblica
La sede perugina del Pd in piazza della Repubblica

Anche in Umbria è in atto lo psicodramma del Pd. Nato nel 2007 con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per il riformismo, anche a livello europeo, dopo 6 anni il Partito democratico ora si domanda, nella migliore delle ipotesi, se potrà avere un futuro. Come nel resto d’Italia, anche nel territorio umbro la fusione tra Ds e Margherita non ha funzionato. Dietro allo slogan di ‘partito plurale’ si è nascosta la volontà di mantenere il proprio spazio di potere, sedimentato negli anni: da una parte il mondo Ds e dall’altra la Margherita, mai uniti veramente. Il disastro del comportamento dei parlamentari Pd per l’elezione del Presidente della Repubblica ha fatto il resto, dopo una campagna elettorale senza mordente che ha portato a una vittoria ‘virtuale’, senza poter governare. Ora l’esecutivo delle larghe intese, obbligato dai problemi del Paese, ha mandato in depressione la base del partito, diviso tra la fuga e il desiderio di ridefinire la linea del partito per una prospettiva diversa. Anche perché l’assemblea nazionale di sabato 11 maggio potrebbe indicare una nuova guida, dopo le dimissioni di Pierluigi Bersani, tra Gianni Cuperlo, l’ultimo segretario della Fgci, e Guglielmo Epifani, fino al 2010 al vertice della Cgil.

Intanto il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali (al quale piace Cuperlo), ci tiene a sottolineare che “il Pd ha bisogno, da subito, di un segretario che ci faccia ripartire. Questa storia di ‘chi sta dietro a chi’ è ormai insopportabile. Con questi inutili sofismi si perde tempo, credibilità e si stritola quel che resta del nostro partito”. E lo stesso Boccali era tra il pubblico – una cinquantina di persone, tra cui molti addetti ai lavori – ad assistere a un’assemblea all’aperto del Pd, in piazza della Repubblica, proprio di fronte alla sede storica del Pd, voluta dai ragazzi denominati “OccupyPd” che negli scorsi giorni, a Perugia, come in tante altre città d’Italia, hanno simbolicamente occupato le sedi del partito. In questa occasione il segretario del Pd comunale, Franco Parlavecchio, ha attaccato il comportamento del partito in campagna elettorale e nel dopo-voto.

Al di là delle analisi, conta un fatto: l’accordo con il Pdl non va giù alla base del Pd. Lo ha fatto capire chiaramente Piero Lo Leggio da Ponte Valleceppi, dove il Circolo, per protesta, ha sospeso il tesseramento ricordando che “la gente ci dice: avete fatto il governo con Berlusconi, e come fate a presentarvi?”. Intanto a Perugia si è tenuta una Segreteria regionale (Lamberto Bottini è dimissionario da febbraio) allagata ai parlamentari appena eletti. Anche qui è emersa la volontà di votare un nuovo segretario per portare il Pd al congresso di ottobre.

AUTORE: E. Q.

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