Pellegrinaggio da Foligno alla Santa Casa di Loreto

Sabato 31 agosto più di 700 fedeli della diocesi di Foligno sono andati in pellegrinaggio a Loreto assieme al Vescovo

Tempo di lettura: 124 secondi

pellegrini-folignoLa fede è storia di un continuo partire, mettersi in viaggio. C’è come un’inquietudine che spinge i cercatori di Dio a mettersi in strada. Non è l’ambizione di chi pensa di poter arrivare a Lui con i propri mezzi; piuttosto, il desiderio di andargli incontro animati dalla fretta di lasciarsi trovare presto e, forse, dalla consapevolezza che ogni viaggio interiore richiede anzitutto un moto esteriore, come se non potesse esserci un mutamento di stato senza un corrispondente cambiamento di luogo. Molto prima che gli ingegneri tracciassero le linee affilate di quel lato del Quadrilatero che taglia valli e montagne in una striscia di asfalto tesa tra Foligno a Civitanova, sono stati i passi dei pellegrini diretti alla Casa di Maria a segnare i pendii dell’Appennino verso Colfiorito e poi la Val di Chienti fino al suo degradare verso l’Adriatico. La Lauretana è via tracciata dall’ingegneria della fede, che è sovrapporsi di orme lungo le invisibili direttrici dello Spirito. La Casa di Loreto, ha ricordato il vescovo Gualtiero durante l’omelia nella celebrazione svolta al santuario, è edificio senza fondamenta, posto non in un borgo, ma sulla via. È luogo di sosta, non dimora definitiva. Non fosse di pietra, si direbbe che è una tenda: essa stessa ha compiuto un cammino, e la mancanza di vincoli definitivi con la superficie dice della disponibilità a riprendere la strada insieme a coloro che l’hanno abitata o visitata. La casa di Maria a Loreto è un’assurdità edilizia, ma l’architettura della fede non prevede fondamenta piantate nella terra. Un buon segno per l’anno pastorale che sta per iniziare. La porta della casa è Maria stessa. Da lei dobbiamo entrare. Al suo “sì” dobbiamo accordare il nostro flebile “eccomi”. È lei la soglia che i pellegrini di Foligno hanno varcato al termine della messa entrando nella penombra della Santa Casa. Un pellegrinaggio nel pellegrinaggio suggerito dal Vescovo per depositare sotto al manto impalpabile della Madre del Redentore le preghiere affidate da coloro che erano rimasti a casa. A me è sembrato di vedere che la “porta stretta” verso la quale si accalcava un fiume compatto di corpi si sia improvvisamente dilatata e vi siano passati malati, anziani, pigri, indaffarati, distratti, arrabbiati, sconsolati e tutti coloro che per le mille ragioni della vita sabato non si sono messi in strada verso la Casa. I pellegrini che hanno seguito il vescovo Gualtiero fino a Loreto sabato 31 agosto erano 700 secondo gli organizzatori; molti di più per l’aritmetica della fede: tutta la Chiesa di Foligno.

AUTORE: Willelmo Bartolini

LASCIA UN COMMENTO