Per la pace e la fraternità

Il 19 ottobre si marcerà da Perugia ad Assisi. Assenti l’Agesci e il Movimento non violento

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marcia-pace-assisiSono la “pace e la fraternità” i temi della Marcia Perugia-Assisi che si svolgerà domenica prossima. Tante le adesioni di enti locali, associazioni e scuole ma anche tante le polemiche e qualche significativa assenza di organizzazioni e movimenti che hanno fatto parte della storia di questa manifestazione, ideata e voluta nel 1961 da Aldo Capitini, da alcuni definito il “Gandhi italiano”. Una marcia che avviene a 100 anni dall’inizio della Prima guerra mondiale con i suoi 10 milioni di morti e 20 milioni tra feriti ed invalidi. Anche oggi però “la pace è in pericolo e il 19 ottobre vogliamo lanciare un forte segnale d’allarme” ha detto Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace che organizza la PerugiAssisi, nella conferenza stampa che si è svolta la scorsa settimana a Roma. “Noi – ha proseguito – non sappiamo più cos’è la pace. La diamo per scontata e non ci accorgiamo che la stiamo perdendo. Non sappiamo nemmeno cosa sia la guerra e siamo sempre più disposti a farla.

Il 19 ottobre marceremo contro la Terza guerra mondiale denunciata da Papa Francesco e ignorata dalla gran parte della politica e delle istituzioni. Denunciamo il pericoloso tentativo di rilegittimare la guerra come strumento inevitabile”. Alla marcia hanno aderito 763 tra associazioni, enti locali e scuole di 480 città. Per la prima volta non ci saranno però l’Agesci, l’associazione italiana degli scout e delle guide, ed il Movimento Nonviolento, fondato proprio da Capitini. Accusano Lotti di una “gestione personalistica” e “poco trasparente” della manifestazione e ritengono che avrebbe dovuto dimettersi da questo incarico di coordinatore dopo essersi candidato nelle ultime elezioni politiche (senza essere stato eletto). “I nostri bilanci sono online e trasparenti” ha replicato Lotti, che ha anche ricordato di essersi sempre impegnato sui temi della pace e di volere continuare a farlo. Tornando ai numeri della prossima Marcia Lotti ha sottolineato che ci saranno studenti di 100 scuole e sindaci, consiglieri, assessori e presidenti di 100 tra Comuni, Province e Regioni. Questi ultimi dalla Basilica di San Francesco rivolgeranno un nuovo appello per il riconoscimento della pace come diritto umano fondamentale.

A tale proposito Andrea Ferrari, presidente del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, ha ricordato che molti degli enti da lui rappresentati hanno contribuito ad organizzare la Marcia “nella convinzione che la pace, oggi più che mai, comincia nelle nostre città dove la crisi sta alimentando povertà, paure e insicurezza”. “La Perugia Assisi sarà per noi un giorno di scuola” ha affermato Aluisi Solini, dirigente scolastico e coordinatore della Rete delle scuole di pace. “Daremo avvio ad un nuovo programma di educazione alla cittadinanza democratica perché la pace ha bisogno di una nuova cultura, si insegna, s’impara e si vive. A partire dalla scuola”. Le guerre – è stato detto – non sono solo quelle combattute con le armi, ma anche quelle combattute dall’economia che genera sfruttamento, povertà, fame, distruzione dell’ambiente, diseguaglianze sempre più forti. A questo proiposito “la marcia vuole essere il punto di partenza non di arrivo” ha detto padre Enzo Fortunato, direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi. “Il 19 ottobre – ha proseguito – vivremo la festa della pace, di ripudio della guerra e di amore per il prossimo. Sarà una marcia spinta solo dalla coscienza degli uomini di buona volontà che chiedono ai governanti, come fece lo stesso Francesco d’Assisi ai potenti di allora, di pensare al bene degli uomini e non alla guerra”. La partenza avverrà come al solito alle ore 9 dai Giardini del Frontone a Perugia e la marcia si concluderà alle 15 alla Rocca Maggiore di Assisi. Per informazioni www.perugiassisi.org

AUTORE: Enzo Ferrini

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