“Pochi” consiglieri regionali, ma con assessori poco democraticamente scelti

Resta fermo a 30 il numero dei consiglieri regionali. Ma l’Udc lancia pesanti critiche sulla nomina degli assessori

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I consiglieri regionali dell’Umbria rimangono 30. L’assemblea di palazzo Cesaroni ha approvato la proposta di legge che modifica lo statuto regionale con la riduzione da 36 a 30 del numero dei consiglieri. Centrosinistra a favore (tranne il verde Oliviero Dottorini che non ha votato), centrodestra astenuto. Si riducono le spese? Bisognerà valutare la situazione, visto che la Giunta è di 8 assessori più il presidente, con la possibilità di nomina per gli assessori, anche senza essere eletti come consiglieri regionali. “Ha vinto la buona politica, quella capace di operare a tutela e nel rispetto degli interessi generali dei cittadini, e quindi anche dello Stato”, ha commentato la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, affermando che “il voto è la dimostrazione di quel senso di responsabilità e ulteriore segnale di rigore che la politica deve saper assumere, soprattutto in questi momenti così difficili per il Paese”. Molto critico Maurizio Ronconi (Udc) per il quale “sulla legge elettorale regionale si è giocato un grande inganno. Si è volutamente ridotta la base dei consiglieri democraticamente eletti e si è mantenuto invece l’alto numero di assessori nominati e dunque scelti dalla nomenklatura del partito o peggio, come è avvenuto in Umbria, sulla base degli alberi genealogici delle ’famiglie’. Se fosse stato accolto il suggerimento della obbligatorietà dello status di consigliere regionale per accedere all’incarico di assessore, avremmo avuto certamente più democrazia e meno spazio per gli amici degli amici”.

AUTORE: E. Q.

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