Prove di dialogo per il centro

Rispetto agli incontri degli anni '90 cosa c'è di nuovo che possa far sperare in un esito positivo? Ed ora come proseguire?

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Prove generali di dialogo tra cattolici di entrambi gli schieramenti sulla situazione politica del momento. Così potremmo definire l’incontro di Santa Maria degli Angeli. È l’esigenza del dialogo che ritorna. Prove simili sono state tentate dopo la fine del Partito Popolare, negli anni ’90. Riunioni affollate, confronti accesi, manifestazioni di possibili convergenze. Erano patrocinate dalla Conferenza episcopale umbra per offrire ai cattolici impegnati in politica un terreno neutro nel quale confrontarsi facendo riferimento alla comune ispirazione alla Dottrina sociale della Chiesa. All’epoca non ricordo che ci fossero grandi riscontri nella prassi politica quotidiana, tanto che alla fine le riunioni si interruppero sotto il peso di una certa stanchezza e il rischio di trasformarli in passerelle dove dimostrare chi fosse più ‘cattolico’. Così non potevamo non porci la domanda. Rispetto agli incontri degli anni 90 cosa c’è di nuovo che possa far sperare che un dialogo oggi si possa veramente portare avanti? E l’abbiamo girata a Giulio Cozzari (Margherita) Sandra Monacelli (Udc) Enrico Sebastiani (Udc) che venerdì erano all’incontro e c’erano anche negli anni ’90. ‘Rispetto agli anni 90 – risponde Cozzari – c’è che probabilmente la situazione politica è ancora più confusa di quindici anni fa. Non lo so se è la disperazione che porta a ritrovarci’. Oggi tutti hanno chiesto la riforma della legge elettorale’Sì, ma non credo ci sia la forza sufficiente. Però è chiaro che in un momento di grande difficoltà e confusione della politica anche se stanno in schieramenti diversi quelli che parlano un linguaggio identico si ritrovano prima. Il problema è come tradurre in pratica questa volontà di dialogo’. Si potrà concretizzare con scelte in consiglio regionale o provinciale’?’Credo sia prematuro, purtroppo, oggi. A settembre non so come sarà’. ‘Cosa c’è di nuovo? Credo ci sia una comune sensibilità – risponde Monacelli -. Oggi c’è una grande emergenza nel nostro Paese, al di là dei rispettivi schieramenti e dei tatticismi. Sembra che nell’agenda politica di questo Governo ci siano fondamentalmente temi etici. Da tempo ho avvisato questo pericolo e per questo, con alcuni colleghi al Senato e con altri parlamentari della Camera di Centro sinistra, ci siamo ritrovati a dialogare su questi temi’. I vincoli di coalizione pesano su questo dialogo? ‘Si sentono, certo, anche se su questi valori l’Udc ne risente di meno perché nello schieramento su questi temi spesso è l’Udc che detta la linea. Purtroppo la presenza dei cattolici nel centro sinistra non riesce ad arginare questa spinta laicista di relativismo etico’. ‘Di nuovo c’è che la politica nel nostro Paese è degenerata, – risponde Sebastiani – per cui c’è la necessità che le persone di buona volontà, a cominciare dai cattolici, si mettano insieme e facciano proposte anche con la consapevolezza che il problema politico va affrontato con gradualità, pragmatismo e anche realismo politico perchè ci dobbiamo rendere conto che in politica si riescono a determinare delle scelte nella misura in cui ci sono i numeri. I principi, i valori della dottrina sociale della Chiesa devono prevalere sulle logiche di partito e di schieramento’. Dopo venerdì cosa succede? ‘Ci sono le premesse per continuare a lavorare insieme. Non ci sono scadenze elettorali immediate, per cui abbiamo tutto il tempo per realizzare un progetto nuovo nell’interesse dei cittadini’. Si è parlato di liste civiche”Anche. In Umbria si potrebbe sperimentare per la prima volta un laboratorio di larghe intese su un progetto per la nostra regione. L’iniziativa di venerdì è nata dal basso, da un’esigenza vera. Credo che la gran parte di quello che accadrà dipende da come risponderanno i cittadini. Se alle prime consultazioni c’è un consenso forte su una posizione di centro significa che siamo incoraggiati ad andare avanti’. Ma in un sistema bipolare il centro dovrà scegliere se stare di qua o di là”Sceglieremo in relazione ai programmi su droga, vita, matrimonio tra gay”D’accordo, ma dovrà esserci anche una alleanza di governo”C’è sempre la possibilità che il Centro raccolga il 50%+1 dei voti! La priorità è il progetto, poi si vedrà’.

AUTORE: Maria Rita Valli

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