Province: lavoratori in stato d’agitazione, sciopero il 16 ottobre. Rsu: “La Regione dia risposte concrete”

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foto Andrea Coli

 

05/10/2015 – C’è ancora totale incertezza sul destino dei lavoratori delle Province di Perugia e Terni in merito al futuro dell’Ente e alla loro ricollocazione presso Regione, Comuni e altri Enti. Per questo motivo la Rsu ha convocato questa mattina, lunedì 05, una conferenza stampa alla vigilia di una nuova riunione dell’Osservatorio regionale che si terrà domani mattina a Villa Umbra. Per venerdì 16 ottobre è stato poi indetto uno sciopero di due ore, dalle 12 alle 14.

La situazione – Nel corso della conferenza, i rappresentanti delle sigle sindacali hanno descritto la difficile situazione dell’Ente e dei suoi lavoratori, attualmente in stato di agitazione. “L’impossibilità di approvare il bilancio nei termini previsti – hanno sottolineato -, oltre a compromettere l’erogazione di servizi già fortemente ridotti a causa delle misure imposte dalla legge di stabilità 2015, disegna uno scenario inedito dagli effetti non prevedibili sia sul versante stipendiale, che sul versante dei processi di mobilità del personale. Tali effetti rischiano di compromettere i già difficili ed incerti processi di riordino istituzionale e di ricollocazione del personale derivanti dalla Legge Delrio”.

I lavoratori -In cima alle preoccupazioni della Rsu, c’è la riallocazione in Regione di tutti i 241 dipendenti delle due Province, assegnati alle funzioni delegate, e il veloce completamento del processo di riordino delle stesse funzioni a livello regionale, a cui deve seguire l’attivazione di tutte le procedure di mobilità previste dal decreto, riservandole al personale non collocato. “I dati forniti dalla Regione – spiegano i sindacati – non concordato con gli obblighi di completa riallocazione dei 241 dipendenti assegnati alle funzioni delegate: infatti si parla di solo 150/181 dipendenti”, da cui scaturirebbe un nucleo di 60-90 unità non ricollocati sulle funzioni non fondamentali. “L’atto adottato dalla Giunta Regionale del 28 settembre e non ancora pubblicato – aggiungono – non permette di avere un quadro finanziario definito, che indichi se gli stanziamenti siano solo per il 2015 o anche per l’anno 2016”.

La riorganizzazione – Altro problema il fatto che ad oggi nessun Comune, nonostante sia richiesto dalla Legge, abbia ufficializzato con atti e risorse le disponibilità di posti. Da qui il problema sulla gestione delle funzioni turismo e cultura che la Legge regionale 10/2015 destina ai Comuni o alle Unioni di Comuni. C’è poi tutta la partita ancora da affrontare legata alla Polizia provinciale: 113 agenti a Perugia e 20 a Terni “che la Regione pensa di ricollocare per i due terzi presso i Comuni, lasciando il resto in seno alle Province e quindi a carico dei loro bilanci, ampliando così il numero dei dipendenti a rischio mobilità”. A ciò si deve aggiungere il personale ex Anas (93 a Perugia e 42 a Terni) per viabilità regionale, che rimane in carico ai bilanci delle Province senza copertura finanziaria. Infine i Centri per l’impiego, formazione, politiche attive del lavoro: 139 unità tra Perugia e Terni, di cui 55 a tempo determinato con il contratto in scadenza al 31/12/2015, in attesa di definizione del nuovo modello organizzativo dei servizi e delle convenzioni Stato-Regioni. “Non ci accontentiamo più di dichiarazioni di stampa e ipotesi – hanno concluso i sindacati – dal Tavolo di governance di domani si devono tradurre in atti pratici i passaggi da attuare e devono uscire garanzie per i lavoratori”.

Laura Lana

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