Convegno regionale dei catechisti. Quale formazione per i Sacramenti?

A fine settembre il convegno catechistico regionale

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La Prima comunione e la Cresima ancora scandiscono il ritmo della crescita dei ragazzi e sono occasione di festa familiare e parrocchiale. La domanda che da molti anni si pongono gli educatori e prima ancora i pastori delle nostre Chiese, è se e in che misura il catechismo offra a bambini e ragazzi una formazione ed una preparazione adeguata alla comprensione del sacramento che stanno per ricevere, dove il “capire” dovrebbe implicare anche il “vivere” la fede, ma non è detto che così accada, anzi.

Uno dei segnali d’allarme è l’abbandono della parrocchia, a cominciare dalla messa domenicale, che si registra tra gli adolescenti subito dopo la Cresima. Giovani che non si vedono più per anni salvo poi, non tutti, ripresentarsi al momento del matrimonio.

Preso atto del fenomeno, nell’ultimo decennio in molte parrocchie italiane si sono diffusi percorsi sperimentali di catechesi, modi diversi dal ‘tradizionale’ incontro settimanale che molto somiglia (è una delle critiche avanzate) ad una lezione scolastica tanto che la scansione temporale della celebrazione del sacramento viene indicata con riferimento alla scuola, per esempio: comunione in terza elementare e cresima in seconda media. Anche in Umbria ci sono parrocchie e catechisti che hanno tentato vie alternative che vanno dal maggiore coinvolgimento dei genitori alla proposta di itinerari “esperienziali”.

Per fare il punto della situazione tutti i catechisti delle diocesi umbre sono convocati il 30 settembre ad Assisi per il Convegno catechistico regionale sul tema “I catechisti chiamati all’ascolto per rendere testimonianza di una gioia piena e traboccante”. L’appuntamento è al teatro Lyrick a Santa Maria degli Angeli scelto per accogliere le centinaia di catechisti impegnati in questo servizio nella Chiesa.

Un piccolo esercito, o meglio un organismo vivo che muta continuamente dimensioni e aspetto tanto che neppure le singole diocesi riescono ad avere un elenco aggiornato dei propri catechisti. Di loro si sa che sono tanti, di tutte le età e in gran parte donne, che tra i più grandi c’è chi fa il catechista per passione sotto la guida del parroco e chi ha studiato teologia nella scuola diocesana o anche al Teologico di Assisi. Tutti in prima fila in quel servizio che è al cuore della missione della Chiesa: annunciare il Vangelo, e anche, come dice l’apostolo Pietro “dare ragione della speranza che è in voi”.

Il convegno regionale sarà preceduto da una giornata di lavoro, presso la Domus Pacis, delle Commissioni degli uffici catechistici delle otto diocesi umbre che dovranno poi lavorare alla stesura di un percorso regionale di iniziazione cristiana (battesimo comunione e cresima).

Il convegno regionale, spiega don Luca Delunghi, responsabile della Commissione regionale per la catechesi, è l’ultimo dei convegni regionali sollecitati dall’Ufficio catechistico nazionale come convegno nazionale “diffuso” in cui fare “verifica e confronto” sulle sperimentazioni in atto “al fine di offrire un contributo, a partire dalle realtà diocesane, alla riflessione dei Vescovi circa il rinnovamento della catechesi”. Il tema comune, infatti, è “Come pietre vive’ – Rinnovare l’Iniziazione cristiana nelle nostre Chiese”.

E questo proprio sulla soglia dell’Anno della fede voluto da Papa Benedetto XVI per invitare ad una “autentica e rinnovata conversione al Signore, unico salvatore del mondo”. Un anno al quale anche le diocesi Umbre si stanno preparando con iniziative che verranno annunciate proprio al convegno regionale dei catechisti.

Per conoscere il programma, per info e iscrizioni: www.chiesainumbria.it

 

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AUTORE: Maria Rita Valli

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