Restaurati antichi codici dell’Archivio diocesano tifernate: il ricordo non andrà perduto

DIOCESI. Presentati i lavori di restauro librario all’Archivio diocesano

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archivio-1 archivioSono stati presentati al pubblico il 28 aprile i restauri di materiale archivistico e librario di proprietà della diocesi di Città di Castello, condotti negli ultimi anni. La manifestazione, intitolata Ne memoria pereat (“Affinché non si perda il ricordo”), è stata promossa congiuntamente dalla diocesi di Città di Castello e dalla Soprintendenza archivistica dell’Umbria e delle Marche. Dopo i saluti di Gian Franco Scarabottini, direttore dell’ufficio diocesano Beni culturali ecclesiastici, e di Michele Bettarelli, assessore comunale alla Cultura, sono intervenuti Mario Squadroni, soprintendente archivistico, Rosella Martinelli, funzionario della Soprintendenza archivistica, e il restauratore Stefano Mastriforti.

I restauri hanno riguardato alcuni manoscritti di interesse locale (tra cui le descrizioni artistiche e le cronache del canonico Alessandro Certini, risalenti al XVIII secolo), documenti d’archivio di particolare interesse, quali i celebri Registri della cancelleria vescovile (nove codici in pergamena che contengono documentazione in originale dei secoli XIII-XV, ben noti agli studiosi italiani e stranieri), alcuni atti di visite pastorali e le pergamene sciolte del “Fondo diplomatico” dell’Archivio capitolare (secoli XI-XV). Nell’occasione è stata ricordata la figura del canonico mons. Alberto Ferri, che dell’archivio e della biblioteca è stato vice direttore dal 1995 al 1997 e direttore dal 1997 al 2014. A lui si deve l’allestimento dei nuovi depositi per documenti e libri, l’introduzione di sistemi informatici per la catalogazione bibliografica e l’inventariazione archivistica, e l’avvio del programma di restauro.

Al termine delle relazioni è stato inaugurato il nuovo allestimento della sala consultazione, al primo piano del Seminario vescovile, a servizio degli utenti dell’Archivio storico diocesano e della biblioteca diocesana “Storti – Guerri”, potenziata grazie all’intervento della diocesi, che ha provveduto alla tinteggiatura, e di alcuni sponsor privati. L’Archivio storico diocesano, che dal 1978 ha sede nel Seminario vescovile, si compone di circa 6.000 unità (l’inventario è ancora in corso), che coprono l’arco cronologico 1012-1983. A motivo dell’estensione della diocesi – un tempo molto vasta -, la documentazione conservata interessa non solo le località dell’odierno territorio diocesano ma anche quello della limitrofa Valtiberina toscana, dell’Alta Valle del Metauro e della Valle del Candigliano nelle Marche.

AUTORE: A. C.

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