Russo finanzia i restauri alla casa paterna di san Francesco

ASSISI. La ristrutturazione della casa paterna di san Francesco grazie ai finanziamenti di un importante benefattore russo

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Le due statue raffiguranti i genitori di Francesco collocate sulla piazzetta antistante la chiesa
Le due statue raffiguranti i genitori di Francesco collocate sulla piazzetta antistante la chiesa

Grande festa, il 30 ottobre, per la celebrazione del ripristino dell’interno della ‘Chiesa nuova’ che la tradizione fa sorgere sui resti della casa natale del Poverello di Assisi in prossimità della piazza del Comune.

L’edificio sacro è dedicato alla conversione di san Francesco (S. Franciscus conversus): infatti in esso si trova il sottoscala nel quale Pietro di Bernardone avrebbe rinchiuso il figlio dopo la fuga a Foligno per vendere stoffe e riparare con il ricavato la chiesa di San Damiano. Sulla piazzetta antistante la chiesa sono state collocate due statue raffiguranti i genitori di Francesco, il cui ricordo viene celebrato la seconda domenica di settembre di ogni anno.

L’opera di ristrutturazione è stata interamente finanziata dall’uomo di affari russo Sergey Matvienko di San Pietroburgo, cristiano ortodosso, figlio della terza carica della Federazione russa (la presidente del Senato Valentina Matvienko, già governatrice di San Pietroburgo) e amico personale dello storico dell’arte e console onorario della Federazione russa ad Ancona, il prof. Armando Ginesi. Quest’ultimo, in occasione di una sua visita ad Assisi, era venuto a conoscenza del desiderio di procedere al restauro e della difficoltà di reperire il finanziamento.

Come ha sottolineato il primo cittadino Claudio Ricci, “non è uno sponsor, perché non ha alcun marchio da reclamizzare né ha inteso compiere un’operazione di marketing. Significativo il fatto che abbia umilmente richiesto, come unico riconoscimento del proprio intervento, il dono di un saio francescano”. “La sua generosa munificenza – ha sottolineato padre Francesco de’ Lazzari ofm, guardiano della Chiesa nuova – conferma l’internazionalità dell’edificio religioso, fondato nel 1615 grazie alla donazione del cattolico re di Spagna Felipe III e ora tornato al suo stato originario”. Quale fosse tale stato originario lo si sa da un quaderno di disegni del XVIII secolo, pertanto precedenti al 1925, quando gli affreschi originali vennero celati dietro uno strato di intonaco finto-oro.

Poco più di dodici mesi ci sono voluti per lo straordinario lavoro: è stato infatti firmato il 18 settembre 2013, presso la Curia generalizia di Roma dell’Ordine dei Frati minori, l’accordo tra i superiori nazionali e provinciali e Sergey Matvienko, alla presenza – tra l’altro – dell’ambasciatore straordinario e ministro plenipotenziario della Federazione russa Sergey Razov, del console Ginesi, del presidente dell’associazione Amici dell’Italia e della Russia Marco Ginesi e altre personalità.

AUTORE: Elena Lovascio

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