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San Bernardino da Siena, il Santo che visse ed operò al convento di Isola Maggiore


PALA-CON-S-BERNARDINO-cmykSabato 20 maggio la Chiesa celebra la festa di san Bernardino da Siena.

Missionario e riformatore, san Bernardino (1380/1444) fu sovente chiamato l’Apostolo d’Italia. Entrò nell’ordine dei Frati Minori, e, nel 1417, iniziò il suo apostolato a Milano. Ben presto la fama delle sue virtù e della sua santità si diffuse in tutta Italia ed attirò molte folle ad ascoltarlo dando grande impulso alla devozione al “Nome di Gesù”.

La sua presenza è documentata ad Isola Maggiore, presso il convento dei Frati minori Osservanti (edificato nel 1328 a spese del comune di Perugia a perenne memoria della quaresima che san Francesco d’Assisi passò ad isola nel 1211).

Il convento, soppresso durante il processo unitario del 1860 e demaniato dal neo nato Regno d’Italia, venne venduto al marchese Giacinto Guglielmi che lo trasformò in villa gentilizia, mantenendone però inalterata la trecentesca struttura. Divenuto meta di molti turisti, anche per le famose collezioni che ospitava al suo interno, il Castello Guglielmi da circa 50 anni versa in totale abbandono.

Sulla murata esterna della facciata della chiesa di san Francesco, annessa al castello ed antica chiesa conventuale, è ben visibile ancora l’ “emblema” caratteristico di san Bernardino – l’IHS racchiuso in un cerchio raggiato – segno della sua presenza e del suo passaggio. Nella chiesa di san Michele Arcangelo, edificio monumentale che nelle eleganti forme romaniche rimonta al XII secolo, san Bernardino è raffigurato in due affreschi: uno datato 1447 che fa specchio alla più grande scena del “Compianto del Cristo morto”, e in un altro del XVI secolo dove la sua classica iconografia di uomo magro e col naso adunco è inserita tra san Antonio Abate e san Sebastiano.

Inoltre nella Pieve di san Michele è custodito il Pulpito ligneo dal quale secondo la tradizione il santo predicò. Il pulpito, in legno di quercia, a ricordo dell’avvenimento, venne, sul finire del 500, arricchito con intagli, tarsie e dorature ed ornato sugli specchi delle immagini della Madonna e dei santi.

Lungo la via Guglielmi, dove si affacciano tutte le case del paese, la chiesa della Confraternita del Santissimo Sacramento intitolata al Nome di Gesù ( detta anche del Buon Gesù) reca l’emblema di san Bernardino, dipinto in oro su fondo blu al sommo dell’altare di squisito gusto barocco; mentre nel limitrofo museo è esposto un gonfalone doppia faccia di scuola baroccesca (1590/1610) con effigiati i membri della Confraternita dei Disciplinati che adorano il Nome di Gesù.

Ogni anno il giovedì del Corpus Domini il nome di san Bernardino compare associato a quello di “Francesco, Giovanni, Leonardo, Corrado che questa terra scelsero come calvario delle loro ascese” nella “Preghiera al Santissimo Sacramento” composta negli anni 20 del ’900 da don Ottavio Posta.

Questo a testimonianza non solo di una presenza storicamente documentata, ma anche di una memoria religiosa particolarmente viva.

A Passignano sul Trasimeno era intitolato a San Bernardino un oratorio edificato nel XV secolo all’interno della cinta delle mura castellane. L’edificio, a navata unica e coperto con tetto a capanna, ospitava, oltre ad affreschi, una statua in legno policromo del santo posta al sommo di un maestoso altare in legno intagliato e dorato, della seconda metà del 1600.

L’emblema di san Bernardino compare anche sulla cantoria del santuario della Madonna dell’Oliveto. A lui venne anche intitolato l’Ospitales per i pellegrini che si dirigevano a Roma, eretto dall’omonima confraternita. L’ospedale, nonostante i cospicui lasciti e legati testamentari, visse però sempre stentatamente, tanto che, nel 1740, il Visitatore pastorale lo aggregò a quello di Perugia. Divenuta struttura sanitaria l’Ospedale di san Bernardino di Passignano ha mantenuto questo titolo sino alla sua dismissione e successiva trasformazione nel Cori (Centro Ospedaliero Riabilitazione Intensiva). Infine, nella chiesa parrocchiale di Passignano, all’interno della cappella del sacro Cuore, si potrà presto ammirare dopo restauri una tela di buone dimensioni dove san Bernardino da Siena assieme a san Francesco contempla la vergine Maria in gloria.

 

 

 

 

Umberto Benini


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