Sant’Andrea delle Fratte. Festa del lavoro e della solidarietà per stare vicino ai problemi di chi lavora e di chi è disoccupato

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Sant’Andrea delle Fratte. La Festa del lavoro e della solidarietà è stata pensata dal parroco don Claudio Regni in occasione della restituzione della chiesa dell’Assunta dal Comune alla comunità

Brillano gli occhi di don Claudio Regni, parroco moderatore dell’Unità pastorale di San Sisto – Sant’Andrea delle Fratte al termine della “Festa del lavoro e della solidarietà” di domenica scorsa, 15 aprile. Una giornata da lui fortemente voluta per testimoniare la vicinanza della Chiesa al mondo del lavoro e alle famiglie in difficoltà, svoltasi nel cuore della zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte.

La scintilla che ha fatto nascere nel suo cuore l’idea di questa festa è stata la restituzione dall’antica chiesetta dell’Assunta alla comunità parrocchiale da parte del Comune di Perugia. A questo si è aggiunta poi l’occasione del secondo anniversario dell’Emporio della solidarietà “Divina Misericordia”.

L’evento di domenica si è caratterizzato come una festa sotto tanti aspetti, dalla passeggiata ecologica in bici del mattino, al torneo di calcio tra i dipendenti delle aziende della zona industriale, fino al “Pompieropoli” per i bambini, e si è concluso nel tardo pomeriggio con la celebrazione della messa presieduta dall’arcivescovo di Perugia, il cardinale Gualtiero Bassetti, all’interno della tensostruttura allestita nel piazzale dell’azienda Bragiola, davanti alla cappella dell’Assunta. “Ci troviamo in questo luogo – ha sottolineato il cardinale nella sua omelia – per qualche cosa che riguarda la solidarietà, l’aiuto fraterno, la carità, il pane da spezzare e da condividere con gli altri. Siamo qui per la festa del nostro popolo, delle nostre famiglie perché vogliamo crescere nella dimensione della solidarietà e della condivisione; vogliamo che il lavoro, che è pane e vita, non manchi a nessuno e per questo innalziamo la nostra preghiera e rendiamo grazie al Signore di tutti i doni che ci elargisce”. L’Arcivescovo ha parlato di tanti temi caldi che tocca con mano nel suo ministero di Presidente della Cei, dalle atrocità della guerra in Siria, all’enorme quantità di migranti accolti in Libano, che ammontano ormai a ben oltre il 30% della popolazione.

Un’immagine, quella dei due pani, cara anche al parroco don Claudio, vicino a tante famiglie che a causa della crisi hanno perso il lavoro, e alle quali addita la Speranza attraverso “due cose molto semplici, che ci insegna il Padre Nostro: il pane materiale e il pane del perdono”. Il primo arriva loro grazie all’Emporio della solidarietà Divina Misericordia, “un segno storico, concreto e incarnato” afferma il parroco. Il secondo invece è necessario sempre ma soprattutto “quando arrivano i problemi concreti come la mancanza di lavoro e di cibo, che portano le relazioni ad inasprirsi. Quelli sono i momenti in cui non deve mancare mai il perdono, la misericordia, la tenerezza, la capacità di affrontare i problemi aggrappati a Dio ma anche l’uno con l’altro”.

La presenza e la riapertura ai fedeli della cappella dell’Assunta nel cuore della zona industriale è per don Claudio un segno importante. “Nel lavoro l’uomo ha già a che fare con la natura, che rende sacra con il suo sudore e il suo impegno. La presenza di una chiesa, che permetterà a chi vuole di sostare in Adorazione Eucaristica ogni mercoledì, mette ancora più a stretto contatto l’uomo con Dio. Nel retro poi è stato allestito un piccolo parco: passando all’ora di pranzo in questa zona vedo spesso i lavoratori che mangiano da soli in macchina, mentre ora avranno uno spazio in cui poter mangiare insieme e dignitosamente”.

 

AUTORE: Federico Casini

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