Perugina-Nestlé. Saranno “ore liete” adesso per i Baci?

PERUGINA. Presentato il piano industriale di Nestlé, tra luci e ombre

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incontro-perugina-regiona-febbraio-2016-cmyk-Si è concluso intorno alle 15 del 2 marzo l’atteso incontro in Confindustria Perugia tra i vertici di Nestlé Italia e rappresentanti sindacali, nel quale è stato presentato il “Piano di sviluppo per lo storico marchio e lo stabilimento perugino”.

La prima, buona notizia è che Nestlé apre il comunicato parlando di un investimento di 60 milioni di euro in tre anni per dare una “nuova prospettiva internazionale per Baci Perugina”, per “potenziare lo stabilimento di San Sisto, per confermarne la posizione come uno dei poli produttivi di eccellenza del cioccolato all’interno del gruppo Nestlé, per rafforzare la posizione dello storico marchio in Italia e per fare di Perugina un simbolo del made in Italy in tutto il mondo, come accaduto nel settore delle acque per il marchio San Pellegrino. La strategia di sviluppo commerciale è indirizzata dunque non soltanto al mercato interno, ma anche alla crescita nei mercati esteri, con interessanti opportunità di contro-stagionalità della produzione”.

A conferma di questo impegno, all’incontro era presente anche Bruno Emmenger (che ha recentemente sostituito Corrado Castrovillari alla direzione della divisione Dolciari di Nestlé italiana), il quale ha sottolineato come “un marchio storico, prestigioso e di qualità come Perugina può e deve cogliere tutte le opportunità offerte da nuove abitudini di consumo e nuovi canali di vendita, continuando il lavoro svolto sin qui e conquistare, oltre all’Italia, anche altri mercati e sempre più consumatori”.

A supporto del piano di sviluppo del business, una parte degli investimenti – circa 15 milioni di euro – sono destinati a introdurre nuove tecnologie e un modello organizzativo avanzato dello stabilimento di San Sisto. Il piano di ammodernamento aiuterà a far recuperare allo stabilimento la competitività necessaria a sostenere il piano di espansione del business.

Il comunicato si conclude con le dichiarazioni di Leo Wencel, capo mercato gruppo Nestlé Italia: “Il Gruppo crede fortemente nello storico marchio, e il piano lo dimostra, perché mira a farlo crescere in Italia e in tutto il mondo. Per questo abbiamo messo in campo importanti investimenti e una squadra composta da manager forti di risultati significativi in operazioni di riposizionamento e aumento delle vendite nel mercato italiano e internazionale. Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contributo nel confermare Perugia come capitale italiana del cioccolato, anche a livello internazionale”.

Tutto bene, quindi?

Il piano andrà letto e valutato con attenzione prima di esprimere giudizi, ma rimangono anche alcuni punti oscuri. Nestlé nel comunicato non ha smentito le voci di vendita dei marchi “Ore liete” e “Rossana”, che invece potrebbero avere un ruolo chiave nel favorire la “contro-stagionalità” produttiva di San Sisto, e non ha parlato delle ricadute occupazionali della nuova strategia. Dimentica, poi, che attualmente i Baci all’estero non sempre vengono commercializzati come Baci Perugina, ma ad esempio in Francia vengono venduti come “Baci Lanvin”.

E non è detto che il management delle varie divisioni Nestlé nei mercati esteri più potenziali accetti di buon grado di promuovere il brand Perugina, dovendo anche investire in comunicazione per accrescerne la notorietà, e rinunciando a utilizzarli sinergicamente come brand extension dei loro marchi leader nazionali.

Ma oggi cerchiamo di essere ottimisti e auguriamoci che con questo piano si apra una nuova stagione di sviluppo per Perugina e per San Sisto e, in definitiva, per Perugia e per l’Umbria e per il rilancio della sua tradizione manifatturiera.

 

AUTORE: Alberto Mossone

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