Sinodo Assisi. Dibattito sulla pastorale della carità

SINODO. Settima sessione plenaria, dedicata ai temi della pastorale della carità

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sinodo-assisi“È stato l’incontro più bello ed appassionante di quelli finora svoltisi al Sinodo”. Così ha descritto mons. Domenico Sorrentino la settima sessione plenaria del Sinodo, svoltasi giovedì 23 aprile presso il santuario di Salmata, con la discussione e l’approvazione della Relazione della “commissione F” presieduta dal direttore dell’ufficio Caritas diocesana, suor Elisa Carta, sul tema “Carità e missione”.

“Ho particolarmente apprezzato la nuova idea di carità che è venuta delineandosi dai tanti e costruttivi interventi – ha osservato mons. Sorrentino. – Cioè, non delegare agli enti caritativi ma impegnarsi in prima persona. Carità, insomma, come mobilitazione, come coinvolgimento personale”. Una sessione resa anche più vivace dalla proiezione, all’inizio e alla fine, di due contributi filmati prodotti dalla stessa commissione, l’ultimo dei quali sulla tragedia dei migranti nel Mediterraneo. Tutte approvate le 11 proposizioni avanzate: anche se il dibattito è stato in taluni punti anche caldo, i delegati hanno apprezzato il documento che invita, in primo luogo, a elaborare “un progetto pastorale diocesano della carità da offrire a tutte le comunità parrocchiali, e che metta al centro l’evangelizzazione per i poveri e con i poveri”. Poi, a istituire “un corso di teologia e pastorale della carità e missione” obbligatorio per i religiosi ma aperto a tutti; ad andare verso i poveri e gli emarginati, rafforzando strutture come il Consultorio familiare, Centri di ascolto e oratori; a promuovere raccolte di viveri e denaro tramite lotterie, tombole, mercatini, ma soprattutto incontri conviviali.

Nel documento, inoltre, si invita a rafforzare l’esperienza della scuola politica diocesana “Toniolo”, per la “formazione della classe politica futura” e a organizzare “corsi di educazione alla politica e al bene comune anche negli oratori, nelle parrocchie e in collaborazione con l’Azione cattolica e i movimenti giovanili”; a coinvolgere i centri caritativi della diocesi, le associazioni e le fondazioni per sensibilizzare tutti i fedeli in base alle esigenze delle realtà locali; a dare vita al “Progetto diocesano di fraternità”, incoraggiando le “adozioni” di famiglie bisognose materialmente e umanamente; a promuovere incontri e convegni sulla povertà “per lasciarsi provocare, evangelizzare e guidare verso nuovi percorsi di vita fraterna”; a potenziare “il Centro missionario diocesano perché vengano adottate forme di comunione che favoriscano una positiva osmosi tra le varie realtà” e si formino Gruppi missionari nelle varie parrocchie.

 

AUTORE: Pierluigi Gioia

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