Situazione preoccupante

PROVINCE. Incontro dei Sindaci a Foligno

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Nando Mismetti
Nando Mismetti

Il tempo stringe (il 30 novembre è vicino) ma per i bilanci delle Province umbre la situazione è ancora nebulosa. Se ne è parlato in un incontro a Foligno con i sindaci della regione, che hanno discusso l’attuazione del riordino delle funzioni degli Enti di area vasta. Presenti Nando Mismetti, presidente della Provincia di Perugia, ma anche sindaco di Foligno, e Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni e presidente della Provincia di Terni. Mismetti ha sottolineato che “dobbiamo condividere una situazione preoccupante, in quanto non siamo in grado di fare il bilancio di previsione 2015. Abbiamo subìto, come Provincia di Perugia, 12 milioni di tagli, e 6 milioni Terni”. Nonostante gli spostamenti di personale verso Regione e altri enti, per Mismetti, la ricollocazione del personale tra pensionamenti e trasferimenti “non è sufficiente, se si pensa che era previsto il taglio del 50% delle spese per il personale. Tutto ciò si ripercuote anche nei servizi fondamentali: strade, viabilità e scuole. “Per il bilancio 2015 – ha osservato Mismetti – ci aspettiamo che venga attuata una norma che ci consenta di poter utilizzare i fondi vincolati del bilancio, che alla Provincia di Perugia consentirebbero di risolvere i problemi, e a Terni aiuterebbero a trovare la soluzione. Ma la soluzione va trovata entro il 30 novembre”.

Leopoldo di Girolamo
Leopoldo di Girolamo

Si è discusso anche del diverso trattamento adottato tra le “città metropolitane” e le “aree vaste”, perché la legge di stabilità stanzia 400 milioni, di cui 250 milioni destinati alle 10 città metropolitane e 150 milioni alle 78 Province. Di Girolamo ha parlato di “due pesi e due misure, sulle quali è indispensabile un approfondimento”. Un altro punto sviluppato da Di Girolamo è quello riguardante il trasferimento di personale nei vari uffici statali: “Soltanto il ministero della Giustizia ha accettato il trasferimento dei nostri dipendenti – ha detto. – Non lo hanno fatto, contrariamente a quanto previsto originariamente, né le Prefetture né il ministero dell’Interno né la Pubblica istruzione”.

AUTORE: Emilio Querini

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