Sognando il ribaltone

IL VOTO nazionale esalta il centrodestra umbro

Tempo di lettura: 134 secondi

‘Si può fare’: lo slogan della campagna elettorale di Veltroni ‘ per la verità, non molto fortunato ‘ potrebbe sintetizzare lo stato d’animo del Popolo delle libertà, in Umbria, nella prospettiva di un ribaltone nelle prossime amministrative. L’analisi del voto, confermato anche dall’Aur (Agenzia umbria ricerche), ha fatto emergere la diminuzione del divario tra il centrosinistra e il centrodestra. Ora è di 51 mila voti, mentre nel 2006, pur nell’articolazione diversa degli schieramenti, era di 88 mila voti, con una perdita secca di 37 mila voti. Le elezioni amministrative hanno un impatto particolare, con un sistema elettorale differente; e la conoscenza personale del candidato, in particolare per le comunali, può spostare molti consensi. Il centrodestra, forse per la prima volta, crede veramente al ricambio. Alcune città – specie con il candidato giusto – possono cambiare colore e allungare la serie di centri (come Assisi, Todi, Passignano, Fossato di Vico, la stessa Norcia, ora commissariata per beghe interne alla destra) dove governano Giunte di centrodestra. Il sogno principale è Perugia, dove termina il prossimo anno il regno di Renato Locchi. Nel centrosinistra, invece, c’è un anno per ricomporre una coalizione vincente. Al successo in Umbria del Pd ha fatto da contraltare il disastroso risultato della Sinistra-l’Arcobaleno, con una dirigenza segnata dalle sconfitta. Ricostruire un percorso per le varie componenti del cartello elettorale della Sinistra non sarà facile, anche se il Pd non ha, al momento, i numeri per governare da solo. È vero che il centrosinistra, per esempio a Roma, ha incluso anche la Sinistra nel sostegno a Rutelli, però occorre vedere come si svilupperà il nuovo soggetto politico della Sinistra, dopo il crollo delle elezioni politiche. Superati scoramento e voglia di vendetta – affiorati nello schieramento, guidato fino al 14 aprile da Bertinotti – questo partito, o quello che ne rimane, dovrà per forza ragionare sul proprio futuro e sulle alleanze. Gioco di accordi, ma anche tanti nomi, in un’altalena continua sulle poltrone umbre. Locchi e Raffaelli non possono ricandidarsi dopo due mandati consecutivi, alla guida di Perugia e Terni, e in Parlamento non sono stati candidati. Katiuscia Marini, dopo aver guidato Todi per due legislature lasciandola però nella mani del centrodestra, tocca Strasburgo, cioè il Parlamento europeo, per una serie di concomitanze fortunate (le dimissioni di coloro che ora sono stati eletti a Roma). Non va dimenticato infatti che il prossimo anno, oltre alle comunali e provinciali, c’è pure l’elezione del Parlamento europeo. Occorre vedere se la semplificazione del quadro politico a livello nazionale sarà automaticamente applicato in sede locale oppure si continuerà come ora, con le estenuanti mediazione di coalizione. Sulla capacità del centrosinistra di riaggregare le proprie forze in un quadro di vere alleanze, l’Umbria ‘rossa’ si gioca il suo futuro.

AUTORE: E. Q.

LASCIA UN COMMENTO