Solidarietà compatta per i lavoratori della Perugina

Mons. Paolo Giulietti: in queste situazioni “è importante fare quadrato, soprattutto quando in gioco ci sono imprese multinazionali”

Tempo di lettura: 168 secondi

Il sit-in dei sindacati della Perugina in piazza della Repubblica
Il sit-in dei sindacati della Perugina in piazza della Repubblica

Tanta solidarietà e tanta partecipazione nel primo giorno di presenza, nel centro storico di Perugia (7 settembre), dei rappresentanti della Rsu della Perugina.

I sindacati hanno “messo le tende” in piazza della Repubblica per tutta la settimana, con l’obiettivo di illustrare alla cittadinanza le preoccupazioni dei lavoratori, ma anche le proposte avanzate dalla stessa Rsu nel suo “Piano industriale degli operai”.

“Il perché oggi la Perugina è in piazza – ci dice Luca Turcheria, coordinatore Rsu Nestlé Flai-Cgil – è chiaro: siamo a un anno dalla scadenza del contratto di solidarietà [scadrà nel 2016], attivato nel 2014 perché la Nestlé dichiarava 214 esuberi. Per evitare che questi si trasformino in licenziamenti, abbiamo bisogno che cresca il volume dei prodotti che facciamo in fabbrica”.

Concetto ribadito anche da Daniele Marcaccioli, segretario territoriale di Perugia della Uila-Uil: “La Nestlé ci dica cosa intende fare per rilanciare la produzione dello stabilimento di San Sisto: che sia Bacio, che siano caramelle, biscotti o che sia caffè, qualcosa si deve fare. Nestlé è la più grande azienda dell’alimentare a livello mondiale, quindi ha le capacità economiche per cambiare le sorti anche di questo stabilimento”.

Decine di cittadini si sono fermati al gazebo per esprimere solidarietà ai lavoratori, sottoscrivendo anche il documento con le proposte presentate dalla Rsu. “La raccolta firme – afferma Filippo Ciavaglia, segretario generale della Camera del lavoro – serve a rendere consapevole la popolazione e gli amministratori dell’Umbria che la Perugina è importante per l’economia della nostra regione. Non si tratta solo di un problema occupazionale, che di per sé è già importante, ma è una delle aziende-simbolo della regione, quindi lo sviluppo di questa azienda sul territorio rappresenta una ricchezza che non vogliamo svilire”.

Anche le istituzioni si affiancano alla preoccupazione dei lavoratori della Perugina, dichiarandosi disposte a mettere in atto tutte le azioni necessarie a difesa dell’attività produttiva e dell’occupazione dello stabilimento di San Sisto.

Catiuscia Marini e Andrea Romizi durante il loro intervento
Catiuscia Marini e Andrea Romizi durante il loro intervento

“Io e il Sindaco di Perugia – ha affermato la presidente della Regione, Catiuscia Marini – abbiamo chiesto un incontro a livello nazionale, alla presenza del Governo, presso il ministero dello Sviluppo economico, con il gruppo Nestlé, perché vogliamo capire quali sono le proposte per il piano industriale nel medio e nel lungo periodo. È importante ricordare sempre che per Nestlé l’Italia non può essere soltanto un grande Paese di consumo e di mercato, ma deve continuare a essere una grande realtà di produzione e di occupazione”.

Solidarietà ai lavoratori è stata espressa anche dal sindaco del capoluogo umbro, Andrea Romizi: “La Perugina fa parte del nostro Dna, per cui cercheremo fino in fondo di esserle vicino, per accompagnare i lavoratori in un percorso che necessita di alcuni passaggi di chiarimento”.

Il vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti, ha manifestato la vicinanza della Chiesa in questa vertenza “per tanti motivi. Per la difesa dell’occupazione che, in questo momento, è l’obiettivo prioritario sottolineato più volte da Papa Francesco; ma anche per la difficoltà di reinserire in altre opportunità produttive persone che dovessero perdere il posto di lavoro. È importante, soprattutto quando in gioco ci sono imprese multinazionali, che si faccia un po’ quadrato, perché l’attenzione alla realtà locale è inferiore rispetto a quella nazionale, per cui tante problematiche rischiano di passare sotto silenzio”.

 

AUTORE: Francesco Locatelli

LASCIA UN COMMENTO