Spallate con precauzione

Dopo le amministrative i partiti guardano alle prossime elezioni regionali. Il centrodestra in Umbria ha un'occasione unica per accaparrarsi la Regione

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Il centrodestra ce la può fare (le regionali sono il prossimo anno). A patto che metta alle spalle le divisioni e il timore di vincere. Mentre nel centrosinistra è in corso una sorta di regolamento di conti, dopo il recente bagno elettorale, dai difficili esiti futuri, il Pdl ha la pancia piena. È pienamente soddisfatto di quello che ha raggiunto: l’obiettivo del primo partito in Umbria, conseguito alle europee, e i Comuni di Bastia Umbra, Orvieto, Gualdo Tadino. Forse non si è posto il problema che poteva combattere con più grinta a Foligno dove il candidato sindaco del Pdl, Daniele Mantucci, ha ottenuto la più bassa percentuale in assoluto tra i candidati del centrodestra dopo l’applicazione della nuova legge elettorale. Il problema principale in Umbria, per il centrodestra, come a livello nazionale, è la ricostituzione dell’alleanza tra Pdl e Udc. In generale, a livello regionale, c’è più libertà di ricomporre le fratture. Alcune candidature, come Stefano Ansideri a Bastia Umbra e Pino Sbrenna a Perugia, targate Udc, hanno incontrato il consenso degli alleati. Ma in tante altre circostanze, nella Provincia di Perugia e in tanti Comuni, le strade di Udc e Pdl si sono divise con aspri confronti. Certo, l’obiettivo più alto è quello di invertire la rotta alle prossime consultazioni regionali e stemperare le posizioni, al momento intransigenti ma forse solo tattiche. Il centrosinistra ha ancora un margine del 2 per cento di vantaggio (attorno al 52 per cento) ma c’è un anno per scegliere un candidato credibile e ricompattare l’alleanza nel segno della conquista di una storica regione ‘rossa’, governata da sempre dalla sinistra e poi dal centrosinistra. Se in diversi Comuni dell’Umbria alcune tendenze ‘suicide’ del centrosinistra hanno aiutato la voglia di cambiamento dell’elettorato, il Pdl deve dimostrare negli enti, dove è diventato forza di governo, la propria ‘diversità’ nel gestirli. A quel punto la spallata per la Regione ‘ considerato il numero di Comuni, soprattutto nel territorio, compreso tra Foligno e Perugia, in mano al centrodestra – potrebbe essere possibile, non rappresentare più un sogno. Forse la questione principale, al di là delle ripercussioni della situazione politica nazionale, da qui ad un anno, sarà quella di ragionare con calma per evitare errori compiuti in passato quando il Pdl, per alcuni personalismi, ha mandato all’aria alcune maggioranze oppure presentato solo candidati di bandiera. Ma questo sbaglio, fortunatamente per il Pdl, è targato recentemente Pd.

AUTORE: Emilio Querini

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