Sulle Commissioni il centrosinistra si ricompatta

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La maggioranza di centrosinistra si ricompatta dopo le crepe che si erano aperte durante la discussione del “caso Goracci” e il voto sulle vicepresidenze, dopo le dimissioni degli esponenti del centrodestra. Alla fine l’Ufficio di presidenza, composto da soli membri del centrosinistra, era stato eletto con la defezione dell’Idv. Lo scoglio delle presidenze delle Commissioni è stato però superato: il rinnovo delle presidenze e delle vicepresidenze delle tre Commissioni permanenti di palazzo Cesaroni è avvenuto. Gianfranco Chiacchieroni (Pd), rieletto in seconda, Massimo Buconi (Psi) in terza mentre Oliviero Dottorini (Idv) – secondo alcune voci il più a rischio per ipotetiche ‘vendette’ all’interno del Pd – è stato riconfermato alla guida della prima. Il Pdl ha scelto la strada della scheda bianca. Non ha indicato nessuno ma ha voluto rimanere all’interno degli organi consiliari “per consentire – hanno spiegato gli esponenti della minoranza – il normale svolgimento della discussione sul bilancio e garantire all’Umbria, responsabilmente, la stabilità economico-finanziaria”. In questi giorni si sono susseguite aperture da parte della maggioranza per evitare un nuovo Aventino. Ma il Pdl “attende fatti concreti che possano far pensare ad una profonda discontinuità rispetto ad un andamento che finora è stato largamente inadeguato a portare l’Umbria fuori dalla crisi”. Sulla base di questo atteggiamento dell’opposizione, sono stati eletti vice presidenti delle tre Commissioni solo esponenti del centrosinistra: Renato Locchi (prima), Luca Barberini (seconda) e Andrea Smacchi (terza). In sostanza, la maggioranza ha retto senza divisioni e la resa dei conti – se ci sarà – si svolgerà dopo l’approvazione del bilancio 2012. Da un lato il centrosinistra punta a mettere in evidenza il proprio senso di responsabilità in una fase politico-economico-sociale molto difficile, ma vuole anche lanciare un messaggio di collaborazione al centrodestra. In pratica: siamo disponibili ad abbandonare i posti ricoperti ora, all’Ufficio di presidenza e nelle Commissioni, anche se il centrodestra invoca una discontinuità ‘politica’ rispetto al passato. La decisione della maggioranza di rimandare le scelte, o meglio la discussione interna, anche sulla questione morale, può sembrare tattica o di buon senso. O forse la maggioranza è talmente in fibrillazione che il tutto potrebbe implodere, da un momento all’altro. Allora è meglio rimandare, in attesa di tempi migliori.

AUTORE: E. Q.

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