Regione Umbria. Tasse spese bene

L’Umbria esce bene da un’indagine commissionata dal “Sole 24 Ore”

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L’Umbria è la regione che riesce a coniugare meglio di tutte il rapporto tra tasse e servizi. Lo fa presente l’edizione 2016 del “Taxpayer Italia”, elaborazione realizzata dal centro studi Sintesi per Il sole 24 Ore, che esamina 25 indicatori che vanno dalle infrastrutture all’istruzione, dalla sanità alla sicurezza, dall’ambiente all’economia. L’Umbria è la regione che riesce a garantire servizi migliori pur avendo un livello di imposizione fiscale inferiore di 8 regioni su 20.
Rispetto all’edizione 2015, l’Umbria ha guadagna tre posizioni, superando le Marche, al vertice lo scorso anno. “Non stupisce che a vincere – ha osserva Gabriele Bottino, docente di diritto degli enti locali alla Statale di Milano – siano due piccole regioni del centro Italia, dove la qualità dei servizi è alta sia nelle città che nei piccoli paesi, in relazione al livello della tassazione. Nelle grandi regioni del Nord, ad esempio, i servizi sono alti, ma non tanto da giustificare l’elevata tassazione. Al Sud, di contro, le tasse sono basse ma i servizi lo sono ancora di più”.
L’analisi del Sole 24 Ore viene esaltata dalla presidente Catiuscia Marini: “È molto importante per noi perché rivela un dato continuativo nel tempo. Sono diversi anni che siamo nelle prime posizioni, e questa stabilità vale forse più del primo posto di quest’anno. Dimostra che l’efficienza non dipende dalle dimensioni di una regione, per ciò che riguarda il rapporto tra qualità fiscali e qualità dei servizi. Prendiamo le grandi regioni del Nord, come la Lombardia, dove ad alti servizi corrispondono alte tasse, per di più con governi di centrodestra che si sono sempre fatti paladini del ‘no tax’”.
Quest’analisi non ha convinto i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, che hanno accusato la Marini di “strumentalizzazione politica. Di questo primato nessuno se n’è accorto, a parte la Presidente. E secondo il ‘Rapporto sul precariato Inps’, da gennaio a maggio i nuovi ‘contratti a tempo indeterminato’ in Umbria sono crollati del 45,8 % rispetto al 2015, con un calo delle assunzioni pari al 15,4% rispetto allo scorso anno”.
C’è un’Umbria da esaltare ma ce n’è anche un’altra che deve provvedere alle famiglie povere (ne sono interessate circa 6.300). Dai primi giorni di settembre sarà possibile fare domanda alle Amministrazioni comunali per accedere ai benefici previsti dal progetto Sia (Sostegno per l’inclusione attiva), che prevede sussidi da un minimo di 160 euro a un massimo di 400 euro, erogabili tramite una “social card” per un periodo di 12 mesi.
La cifra complessiva stanziata è di circa 54 milioni per i prossimi tre anni, tra risorse nazionali e della Regione. “Per la prima volta – ha affermato il vice presidente della Regione, Fabio Paparelli – potremo disporre di misure concrete per mettere in atto positive azioni di contrasto alle povertà, e di sostegno alle tante famiglie che in questi anni, a causa della crisi economica, hanno vissuto un grave aumento della loro condizione di povertà e disagio”.

AUTORE: Emilio Querini

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