“Teniamo ferma la barra”

REGIONE. Approvato il “Documento annuale di programmazione economica” (Dap)

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Il Dap – Documento annuale di programmazione economica è stato approvato a maggioranza dal Consiglio regionale (20 voti da parte del centrosinistra e 10 contrari). Non si può dimenticare, però, che il suo cammino è stato un po’ “accidentato”, con gli esponenti dell’Italia dei valori che, pur votandolo, hanno voluto esprimere il loro dissenso soprattutto per un’altra questione, la presidenza del Corecom, andata a Mario Capanna (espressione di Rifondazione). Che cosa è, in concreto, il Dap? È il documento dove è compreso tutto quello che si vuole, o meglio, si vorrebbe realizzare nell’anno in corso, sulla base della situazione attuale, caratterizzata da “un contesto socio-economico – ha sottolineato la presidente Catiuscia Marini – con tre elementi fondamentali: la crisi economica, che incide su lavoro e produttività; la riforma strutturale introdotta dal federalismo; l’incertezza e l’instabilità politica nazionale, che porta a non avere provvedimenti che incidano su ripresa economica e tenuta dei conti pubblici”. Tra le altre questioni toccate nel suo intervento, la Marini ha posto l’accento sul federalismo fiscale: “Tutte le Regioni sono concordi nel chiedere che implichi maggiore responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche e nell’autonomia – ha osservato – che sia solidale ed organico, tenendo insieme tutti i decreti attuativi in maniera coerente. Dovrà soprattutto evitare di aumentare la pressione fiscale a carico di cittadini ed imprese: invece il primo decreto attuativo è tutto costruito sulle addizionali. Il federalismo implica anche l’attuazione di una serie di riforme sul territorio. Stiamo già esaminando – ha ricordato la Presidente – i provvedimenti di semplificazione amministrativa e arriveranno quanto prima in Consiglio. Puntiamo anche sul diritto allo studio, sostenendolo con risorse mirate, raccogliendo anche le sollecitazioni dell’università a fronte dei tagli ai fondi per la ricerca. La crisi economica ed occupazionale, insieme al federalismo, ci impongono di tenere ben ferma la barra sulla coesione territoriale dell’Umbria: il policentrismo non deve risolversi nel municipalismo. Occorre investire su quella parte del sistema produttivo locale che può favorire la ripresa, senza lasciare indietro le aree più deboli”. La Marini ha quindi chiarito che la Regione, nei 3 milioni di euro del Fondo sociale, ha ricompreso interventi per la famiglia, specie per quelle definite “vulnerabili”, in una fascia di reddito a rischio di passare tra quelle “povere”. Il centrodestra, attraverso la portavoce Fiammetta Modena, aveva illustrato le linee portanti del contro-Dap sottolineando gli obiettivi: “Ridurre e selezionare la spesa pubblica umbra, ridurre l’Irap ed attuare il federalismo demaniale”.

AUTORE: Emilio Querini

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