Timidi colpi di scure

REGIONE. Primi passi per una “razionalizzazione” dei costi degli enti pubblici

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Risparmiare e tagliare. Ottimizzare e razionalizzare, se si vuole utilizzare un tono più lieve: la politica umbra, costretta dalla scure governativa a prendere atto che non è possibile più garantire la presenza e la moltiplicazione di enti, cerca di muoversi – con qualche difficoltà – su questo versante. Il paragone tra gli stipendi dei principali collaboratori di Barack Obama, alcuni di entità inferiore a quelli di alcuni dirigenti presenti nei vari enti attivi in Umbria – ma anche in tante altre regioni italiane -, potrebbe sembrare provocatorio ma, insomma, alcuni rimedi dovranno essere pure presi. Intanto, qualcosa si muove. Un primo atto è il disegno di legge, proposto dall’assessore all’Edilizia residenziale, Stefano Vinti, per giungere ad un’unica Ater regionale, articolata nelle sedi di Perugia e Terni, con un solo presidente, un unico Consiglio di amministrazione di 5 membri ed un direttore generale, con il compito di assicurare unitarietà e coordinamento dell’azione tecnico-amministrativa ed operativa. L’obiettivo è quello di arrivare alla definitiva approvazione del Consiglio regionale prima della pausa estiva. “Il disegno di legge – ha spiegato l’assessore Vinti – coniuga l’impegno assunto dalla Giunta regionale in direzione della semplificazione istituzionale e del contenimento dei costi generali di funzionamento con l’esigenza di dare risposte adeguate al crescente fabbisogno abitativo di nuclei familiari che versano in condizioni sociali ed economiche svantaggiate”. Intanto sul tema dei costi dello staff della presidente Catiuscia Marini si è registrato un vivace botta e risposta tra la stessa Marini e il consigliere regionale Franco Zaffini. “Costa di meno rispetto a prima” ha spiegato la Marini. “Non è vero, ci sono maggiori spese” ha replicato il consigliere d’opposizione. Al di là della polemica, è importante vedere, nel tempo, se questa attenzione sui costi sia frutto di una sensibilità diversa oppure solo momentanea. In questo contesto va valutata la riorganizzazione attuata in Consiglio regionale che disciplina anche la figura del portavoce del Presidente del Consiglio regionale. La proposta di legge è stata approvata con 24 voti a favore e 2 astenuti (Dottorini e Brutti dell’Idv). Il vicepresidente del Consiglio regionale, Andrea Lignani Marchesani, ha spiegato, tra l’altro, che “la legge disciplina inoltre, per tutto il personale addetto ai gruppi politici, il contratto di lavoro subordinato in sostituzione di uno più precario come quello co.co.pro. Tutti i contratti – ha detto – si intendono a tempo determinato e legati alla vita del gruppo stesso. Con questa legge viene superata la logica del precariato e, seppur a termine, vengono offerte maggiori certezze contributive e previdenziali al personale”. Oliviero Dottorini ha motivato l’astensione del gruppo perché viene prevista la figura del portavoce del presidente del Consiglio. “ Pur non spostando grandi cifre, è comunque inopportuno. Di questa nuova figura, che avrà comunque dei costi, non si avverte il bisogno, soprattutto in tempi di ristrettezze economiche come questi”.

AUTORE: E. Q.

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