Ultimi sviluppi su Perugina e Colussi

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Licenziamenti e crisi delle grandi industrie storiche del settore alimentare come Perugina e Colussi. Ma anche tante nuove piccole e medie imprese che stanno prendendo piede e crescendo sempre più. Non c’è un’area dell’Umbria, almeno geograficamente parlando, più in crisi o più in crescita, tanto che gli esperti definiscono l’attuale situazione “a macchia di leopardo”. La “macchia” della vertenza Perugina sembra aver ingranato una via più liscia, anche se il processo è ancora lungo. Sul piatto ci sono 364 posti di lavoro che, al 30 giugno 2018, data di scadenza della cassa integrazione, rischiano di essere tagliati dalla multinazionale madre, la Nestlè. La vertenza sindacale per scongiurare le continue minacce di esuberi va ormai avanti da anni, ma si è inasprita nel corso del 2017, quando il numero di tagli è cresciuto al punto tale da gettare i sindacati in stato d’agitazione. Ad oggi, dopo gli incontri in Confindustria del 13 e 19 ottobre, lo stato d’agitazione è stato sospeso e le parti sembrano essere sulla buona strada per accordarsi affinchè gli esuberi vengano ridotti. Ridotti, non annullati. Il piano, messo a punto da Regione e sindacati, che si sono incontrati in maniera informale anche nella giornata di mercoledì 25 ottobre, punta agli investimenti e allo sviluppo dello stabilimento di San Sisto. Prima proposta quella di implementare il comparto della logistica e di far quindi confluire a Perugia le merci provenienti dallo stabilimento Buitoni di Benevento. Gianluigi Toia, direttore delle relazioni industriali di Nestlè, ha però smontato questa idea affermando insieme ai tecnici che “un polo logistico qui non ha senso”. Ci sono però altre soluzioni che in passato hanno funzionato e sulle quali puntano i sindacati: investimenti in ricerca e sviluppo per ottenere i contributi statali e la cosiddetta reinternalizzazione del lavoro (non servirsi di ditte esterne ma di dipendenti propri per mansioni come le pulizie). Poi c’è il già previsto aumento di export di cioccolato nell’emisfero sud del mondo, altro processo dalle tempistiche lunghe. I prossimi appuntamenti d’incontro delle parti in causa sono previsti per il 6 e 9 novembre. Diversa e per certi aspetti più negativa è la situazione Colussi. La procedura di licenziamento per 125 lavoratori è già iniziata e i sindacati hanno solo 75 giorni per strappare un accordo che riduca gli esuberi e dunque i licenziamenti. Sempre nel settore alimentare umbro vanno invece molto bene il Gruppo Beddini di Foligno, nato come pasticceria nel 1981 e ingranditosi negli ultimi anni, e la Barry-Callebaut di Dolphin, specializzata nella produzione di cioccolato, che sta assumendo e sta trasformando in full time i contratti part time.

AUTORE: Valentina Russo

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