Umbria: appello ecumenico contro la violenza in nome della religione

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Un appello alla pace, a fronte della violenza scatenatasi nei Paesi islamici per protesta contro un film offensivo della figura di Maometto, è il primo atto comune del nascente Coordinamento delle Chiese cristiane in Umbria. L’appello è firmato da mons. Elio Bromuri, vicario episcopale per la Cultura della diocesi di Perugia-Città della Pieve e coordinatore della Commissione regionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale umbra (Ceu), Maria Teresa Di Stefano, responsabile Centro ecumenico ed universitario “San Martino”, Ermanno Genre, teologo, pastore della Chiesa valdese, il rev. Ionut Radu, parroco della Chiesa ortodossa romena, e don Mauro Pesce, del movimento dei Focolari di Perugia. Questo il testo dell’appello.

“In riferimento a quanto avvenuto in Libia e in altri Paesi a maggioranza musulmana come reazione al film ritenuto blasfemo e offensivo del profeta amato dall’islam Maometto, riteniamo giusto e opportuno di manifestare indignazione e protesta contro chi presume di poter offendere una moltitudine immensa di credenti sparsi nel mondo come è avvenuto con il film L’innocenza dei musulmani prodotto negli Stati Uniti. Nello stesso tempo riteniamo doveroso stigmatizzare ogni tipo di reazione che fa ricorso alla violenza contro persone innocenti e contro un intero popolo, come quello americano che non ha alcuna responsabilità dell’opera cinematografica messa in piedi da provocatori senza scrupolo, se non quella di tutelare il diritto della libertà di espressione. Prendiamo atto che in questo senso si sono espressi a livello nazionale alcuni teologi musulmani e in Umbria l’imam locale dott. Abdel Qader. Essi hanno giustamente reclamato il diritto alla propria dignità di credenti musulmani, e nello stesso tempo hanno deplorato esplicitamente le reazioni violente che hanno provocato devastazioni e morti. Rinnoviamo la convinzione che il futuro per la pace tra gli uomini e i popoli passa attraverso la pace tra le religioni e il riconoscimento della libertà di coscienza nel rispetto di ogni fede. Per questo additiamo e facciamo nostri i molti e sinceri appelli per la pace venuti da ogni dove, tra i quali quello proclamato a Sarajevo nel recente incontro di ‘Popoli e religioni’ promosso dalla Comunità di Sant’Egidio (9-11 settembre 2012) sul tema ‘Vivere insieme è il futuro’ sulla scia dello ‘spirito di Assisi’, di cui noi cittadini e credenti dell’Umbria siamo i naturali custodi e diffusori”.

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