Un evento pensato per riscoprire la propria identità “di vallata” e rilanciarla verso il futuro

CASTELLO - SANSEPOLCRO. Convegno internazionale “L’umanesimo nell’Alta Valtiberina”

Tempo di lettura: 160 secondi

Una delle tante opere che si possono ammirare nella Pinacoteca di Città di Castello
Una delle tante opere che si possono ammirare nella Pinacoteca di Città di Castello

La medaglia del Presidente della Repubblica è stata assegnata al convegno internazionale “L’umanesimo nell’Alta Valtiberina” che si è svolto tra Sansepolcro e Città di Castello. Durante i tre giorni in cui si è svolta l’iniziativa si sono confrontati studiosi provenienti dall’Italia, dall’Europa e dagli Usa sulla storia civile, sociale, religiosa e sull’attività culturale presente tra Umbria e Toscana nell’età dell’Umanesimo e del Rinascimento.

Il convegno era organizzato dal Centro studi “Mario Pancrazi”, dall’associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e dall’ufficio Cultura e comunicazioni sociali della diocesi di Città di Castello, in sinergia con numerose istituzioni locali, associazioni culturali e istituti accademici.

Don Andrea Czortek, tra gli organizzatori del convegno, ha dichiarato: “Il convegno si è basato su un approccio multidisciplinare. Durante la tre-giorni è stata tracciata la vivace vita culturale che caratterizzava Città di Castello, Sansepolcro e l’intera vallata durante gli anni del Rinascimento, sostenuta da una rete di scuole e centri di formazione laici e conventuali, comunali e non, che animarono gli studi e la pratica delle arti. Sono emersi inoltre i nomi di personaggi importanti ma poco noti come il letterato Gregorio Tifernate e Francesco da Sansepolcro”.

Tra i tanti e interessanti interventi, da segnalare anche quello di James Banker, professore emerito di Storia d’Europa alla North Carolina State University, e di Robert Black, professore di Storia del Rinascimento presso l’Università di Leeds, che hanno parlato rispettivamente della “Biblioteca di Sansepolcro nel Quattrocento” e “le scuole pre-universitarie in Valtiberina tra Basso Medioevo e primo Rinascimento”. Da ricordare anche la relazione di Sara Borsi intitolata “I Vitelli: committenti e artisti a Città di Castello tra Quattrocento e Cinquecento” che “prende le mosse da quella rapida ascesa economica, dalle trasformazioni politiche e dai cambiamenti culturali che, a partire dalla seconda metà del Quattrocento, trasformarono Città di Castello in senso rinascimentale. L’indagine si muove attraverso la vicenda politica e biografica di Niccolò Vitelli e dei suoi eredi, individuando anche il loro ruolo di mecenati”.

“Internazionale, interdisciplinare, intergenerazionale sono i tre aggettivi che hanno caratterizzato questo convegno – ha dichiarato Matteo Martelli, presidente del Centro studi Pancrazi. – Siamo andati a ricercare le radici storiche dell’Umanesimo in questo territorio geograficamente unitario e culturalmente omogeneo. Città di Castello e Sansepolcro assumono durante il Rinascimento il volto culturale e architettonico che in parte conservano ancora oggi, avendo ospitato intellettuali come Luca Signorelli, Raffaello Sanzio, Piero della Francesca, Luca Pacioli”.

“Gli interventi – aggiunge – hanno evidenziato il ruolo culturalmente strategico di Città di Castello, in cui i Vitelli hanno favorito lo sviluppo di una cultura umanistica, e l’importanza svolta da Sansepolcro nello studio della matematica, al punto che la cittadina biturgense divenne il punto di riferimento per gli studi su Archimede. Questo convegno e iniziative simili permettono alla Vallata di riscoprire la propria identità e rilanciarla verso il futuro. Il convegno che si è svolto, frutto di un lavoro di ricerca durato due anni, quindi rappresenta un punto di partenza. Abbiamo inoltre il progetto di pubblicare testi di autori inediti, al fine di incentivare un rinnovato studio della nostra vallata”.

AUTORE: Eleonora Corgiolu

LASCIA UN COMMENTO