Un tempo speciale

Al via le attività estive organizzate dagli oratori delle parrocchie umbre: quanti sono, come viene portata avanti la formazione degli animatori, e come funziona il Coordinamento a livello regionale. Quest’anno il tema portante per tutti è “Il principe e il povero”

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L’estate in oratorio è un tempo speciale, capace di vincere le temperature delle giornate assolate con la gioia e la freschezza di giovani e bambini che colorano ogni angolo della nostra terra umbra con il loro desiderio di vita e di amicizia. L’attenzione educativa nutrita dalla comunità cristiana nei confronti delle giovani generazioni – e che si affianca alle principali agenzie educative, prime fra tutte la famiglia e la scuola – in estate prende colore e si declina in Grest, campi estivi, campi di servizio, pellegrinaggi: scuole di vita, di partecipazione, di fede, che mirano ad offrire alle giovani generazioni una educazione integrale. L’oratorio diventa così uno spazio in cui fare esperienza di vita fraterna, di interazione fra fede e vita che insegni a divenire uomini e donne secondo lo Spirito di Gesù. Nutrita dalla fede, infatti, la comunità cristiana manifesta mediante l’oratorio il proprio desiderio di essere promotrice di vera umanità e traccia uno stile e un percorso educativo che non è anonimo ma inserito in una parrocchia che già esprime nella vita (liturgia e carità) quanto annuncia, svelando con fedeltà il mistero di Dio. L’oratorio vuole sostenere la famiglia e supportarla nel gravoso compito della “crescita dei figli”: integrare e non sostituire. Infatti, molti dei nostri oratori sono sostenuti ed animati, oltre che da ragazzi volontari, da giovani famiglie che investono tempo ed energie perché la comunità parrocchiale sia sempre accogliente e propositiva. Così, l’oratorio si colloca nel solco nascosto della gratuità, il primo valore che si percepisce entrando negli oratori parrocchiali inseriti in un tessuto sociale che diventa sempre più egoista e autoreferenziale. Siamo certi che non andrà mai in crisi un sistema che affonda le sue radici nell’attenzione all’altro e scommette su un’educazione basata sulla gratuità:  lievito buono in grado di far crescere una buona società. L’estate in oratorio è solo uno dei tempi, anche se forse il più entusiasmante. Perché l’oratorio si inserisce in un percorso pastorale parrocchiale che è attenzione ai giovani, ai bambini e alle loro famiglie lungo tutto l’anno, in ogni momento della giornata. Elemento fondamentale e costitutivo di questa avventura, oltre i contenuti certi e non improvvisati, è la relazione che si instaura tra animatore e ragazzo: rapporto che stimola la crescita, la consapevolezza delle proprie capacità e doti, il rispetto per le istituzioni, la voglia di realizzarsi e occupare attivamente il proprio posto e ruolo nella società, acquisendo stima di sé. Non da meno sono i diversi tipi di laboratorio che prendono vita nelle realtà oratoriali da settembre a giugno, spaziando dalla musica alla cucina, dallo sport alle attività manuali, dal teatro alla danza e al gioco. In una società in cui spesso vediamo i nostri figli trascorrere il tempo libero da soli davanti alla tv o ai video games, l’oratorio vuole essere per tutto l’anno, a 360 gradi, una risposta autentica all’isolamento e alla pigrizia, un’occasione di crescita e di incontro tra generazioni, un trampolino di lancio per aiutare famiglie ed istituzioni nel compito educativo al servizio di giovani uomini e donne chiamati ad essere cittadini attivi, responsabili e consapevoli, dalla solida struttura morale, in grado di sostenersi reciprocamente, animati da una fede viva e da una chiara appartenenza ecclesiale.

AUTORE: Arcivescovo di Spoleto-Norcia, delegato Ceu per la pastorale giovanile e gli oratori

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