Una mappa è ben più di un pezzo di carta

IMMIGRAZIONE. Arriva a Perugia il Family Village delle Acli

Tempo di lettura: 236 secondi

family-villageLa famiglia può giocare un ruolo centrale nei processi di integrazione e mediazione culturale; può farsi ponte di relazione con la società, i servizi e le istituzioni.

Soprattutto in una regione come l’Umbria, dove l’11,2% delle famiglie residenti ha almeno un cittadino straniero tra i suoi componenti, un valore medio superiore a quello nazionale.

Su questa convinzione si fonda il progetto Family Village, in capo alle Acli di Perugia e finanziato con risorse del Fondo europeo per l’integrazione per un importo complessivo di oltre 140 mila euro.

L’obiettivo è favorire l’integrazione nel territorio delle persone migranti e delle loro famiglie attraverso la realizzazione di momenti informativi e associativi che contribuiscano alla socializzazione e alla diffusione di informazioni utili alla vita quotidiana. Durante gli eventi vengono infatti distribuite mappe del territorio con tutti i riferimenti in merito, e vengono coordinate attività di vario genere: dai laboratori per bambini a giochi ludico-sportivi per ragazzi, dai convegni di approfondimento a momenti di socializzazione.

Il Family Village è stato portato a Foligno, Marsciano, Terni, Perugia e Fossato di Vico. Quest’ultimo Comune, seppur piccolo, è stato scelto per l’alta incidenza di migranti: intorno al 35% della popolazione residente.

Le varie realtà sono state oggetto di una mappatura territoriale delle reti e dei servizi disponibili, che ha portato alla formazione di itinerari tematici (consultabili sul sito www.family-village.it). Chiunque ne avesse bisogno, potrà quindi trovare i luoghi a cui rivolgersi per: documenti e pratiche burocratiche; sanità e servizi socio-assistenziali; istruzione e formazione; associazionismo e integrazione; cultura, sport e tempo libero o religione.

Il lavoro sugli itinerari tematici è iniziato da pochi mesi ed è tuttora in fase di svolgimento. L’obiettivo è quello di concluderne la costruzione nell’arco di dodici mesi, rendendoli veri e propri strumenti di utilità interattiva: non soltanto i luoghi adibiti ai vari servizi, ma anche gli orari di riferimento, eventuali mezzi pubblici utili a raggiungere le sedi, documenti da presentare, ecc.

C’è poi l’aiuto “umano” a opera dei cosiddetti “orientatori ai servizi”. “Abbiamo – spiega Alessandro Moretti , responsabile del progetto Family Village – formato direttamente dieci migranti, scelti in base alla padronanza di più lingue, inserendoli nei contesti amministrativi, così da poter aiutare in un prossimo futuro tutti coloro che ne avranno bisogno”.

Gli orientatori, condividendo con gli utenti lo stesso terreno culturale, renderanno più facile per le famiglie l’accesso ai servizi, il superamento di problemi legati alla lingua e alla cultura di origine, l’offerta di soluzioni individualizzate.

 

Intrattenimento che diventa integrazione

 La tre-giorni di Family Village che si è appena tenuta nel capoluogo umbro: eventi e progetti

Un weekend all’insegna della famiglia e dell’integrazione. Dal 5 al 7 giugno il Family Village è approdato a Perugia – dopo le tappe di Marsciano, Foligno e Terni -, sviluppandosi per la prima volta nell’arco di tre giorni. Tanti i momenti di riflessione, ma anche di intrattenimento, socializzazione e iniziative di aiuto concreto.

Come lo “Street Up”, progetto che intende far decollare nuove idee imprenditoriali a partire dalla piazza. Un job coach ha seguito per due giorni gruppi di giovani alle prese con lo sviluppo di nuove idee di impresa. Sono inoltre stati programmati workshop tematici e testimonianze di giovani imprenditori che hanno realizzato il proprio progetto. Al termine, la migliore idea imprenditoriale ha ricevuto un premio di 2.000 euro.

Spazio poi all’“intrattenimento che si fa integrazione” con la manifestazione “Il mondo è la mia casa”, che ha visto come protagonista la musica folkloristica di diverse culture del mondo. Per i giovani e giovanissimi, giochi di animazione nell’ambito del progetto Fei Empatic del capofila Anci.

Oltre alle Acli, presenti diverse realtà del territorio, come l’associazione Yow (Youth of the World) che ha radunato artisti di strada per creare musica che rappresenti le diverse etnie. E ancora, le associazioni Alma Andina e Donne dell’Est in Umbria che si sono esibite, rispettivamente, in musiche e balli tradizionali peruviani e dell’Est Europa.

I Giovani musulmani italiani hanno organizzato attività in piazza per la promozione dell’integrazione, mentre l’associazione InformaStranieri ha realizzato un momento di racconto con storie di migrazione e di successo di chi ha scelto l’Umbria per viverci.

Durante l’evento, spazio anche a momenti di approfondimento su “Italiano burocratico” e sul tema dello sport e integrazione, proposto dall’Us Acli di Perugia. Attivi, inoltre, punti informativi al servizio della famiglie per richiedere informazioni sulle attività del Family Village e su altre associazioni presenti all’evento. A disposizione anche operatori pronti a rispondere a qualsiasi domanda sugli aspetti burocratici della vita del migrante, ma anche sui servizi territoriali relativi l’istruzione e la formazione, la sanità e i servizi socio-assistenziali, il tempo libero, lo sport e la cultura, la religione e i luoghi di culto.

 

 

AUTORE: Laura Lana

LASCIA UN COMMENTO