Una missione da salvaguardare

UNIVERSITÀ. Inaugurazione anno accademico

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Il Rettore Franco Moriconi
Il Rettore Franco Moriconi

L’Università degli studi di Perugia ha celebrato l’Anno accademico in corso, il 707° della sua antica storia, il primo della gestione del Rettore Franco Moriconi eletto, appunto, poco più di un anno fa. Giovedì 23 aprile nell’Aula Magna dell’Ateneo si è svolta la solenne cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2014–2015 alla presenza del corpo accademico, degli studenti, delle autorità cittadine e regionali, e dell’onorevole Stefano Rodotà. Il magnifico rettore Franco Moriconi, nella sua relazione, al termine del primo anno di governo dell’Ateneo ha tracciato un quadro positivo della situazione dell’Università in relazione al numero di iscritti, aumentati, al potenziamento dei servizi per gli studenti, e non ultimo, alla valutazione Anvur introdotta per il miglioramento dell’Ateneo.

Oltre al Rettore sono intervenuti il rappresentante del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario Giuseppina Fagotti, e il rappresentante degli studenti Alberto Gambelli mentre Maria Caterina Federici, professore ordinario del Dipartimento di Filosofia, scienze sociali, umane e della formazione, terrà la prolusione sul tema: “L’approccio scientifico alla difficile comprensione dell’azione umana”.

L’inaugurazione in Aula Magna è stata preceduta dalla messa presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, nella Chiesa dell’Università. Il cardinale commentando le letture bibliche del giorno ha evidenziato il fatto che “in molte nazioni del mondo, migliaia di cristiani vengono perseguitati e uccisi brutalmente in odio alla fede, per il solo fatto di credere a Gesù”. “Non possiamo far finta di niente! perché – ha aggiunto il Cardinale – il rivolo di sangue innocente che bagna la terra di questi Paesi lontani arriva fino alle nostre case, accede nei luoghi di lavoro come l’Università, entra nei luoghi di preghiera e scava nei nostri cuori un solco di dolore profondissimo”.

Dopo aver ricordato che “ci riguarda” come uomini anche “quell’enorme flusso di uomini, donne e bambini in fuga dalla miseria indicibile del loro Paese, che vengono venduti come schiavi nella moderna tratta degli esseri umani”, si è rivolto a quanti vivono in Università ricordando che quanto sta accadendo nel mondo riguarda “anche l’Università, i suoi 707 anni di vita, la sua storia attuale, il suo ethos e la sua missione educativa”. Il cardinale Bassetti ha parlato di “missione” che va “custodita, impreziosita e salvaguardata in ogni modo. Perché è un patrimonio di tutti. Perché l’Università riguarda ognuno di noi: ogni studente, ogni professore, ogni amministrativo e ogni singolo cittadino di questa città e di questa regione”.

Ai docenti ha ricordato che “al centro di questa missione educativa risiede la persona e la sua incancellabile dignità umana”. Nell’omelia è emerso anche il cammino pastorale della Chiesa italiana che nel convegno ecclesiale che si terrà in novembre a Firenze si confronterà sul tema del nuovo umanesimo, e che avrà, proprio a Perugia (dal 7 al 9 maggio), un momento di approfondimento del tema nella prospettiva del dialogo tra le culture e tra le religioni. “Mai come adesso – ha aggiunto Bassetti – è estremamente importante la riflessione su un nuovo umanesimo. Un umanesimo che oggi si presenta come una sfida difficile perché l’uomo moderno che abbiamo di fronte è un uomo sempre più spaesato, disorientato e soprattutto sempre più fragile”.

“Tutto ci è donato dall’alto. Ma su tutto siamo liberi di scegliere. Liberi ci ha voluto il Signore e liberi rimarremo sempre. Fino alla fine” ha detto Il Cardinale, ricordando le parole del Vangelo del giorno, in cui Gesù dice “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo”. “Però – ha soggiunto – con un’avvertenza fondamentale: chi crede in Lui ha la vita eterna. Una vita eterna che, se lo vogliamo, è già iniziata. Il significato profondo della vita di ciascuno consiste proprio nel ritrovare in noi l’eternità di cui Dio ci rende partecipi. Credere in Gesù significa avere uno sguardo nuovo sul mondo. È la prospettiva della croce. Gesù è stato innalzato sulla croce per l’umanità ferita dai propri peccati. E quella croce gloriosa è la via di salvezza. Quella salvezza che porta alla resurrezione. Quella porta stretta che porta alla Pasqua. Quel Passaggio che porta a Dio”.

Il Cardinale, quale Pastore anche del popolo che vive la sua fede lavorando o studiando in Università, ha benedetto tutta la comunità universitaria. “Che il Signore ispiri la vostra ricerca, il vostro studio e il vostro spirito di accoglienza” ha detto, invitando a pregare insieme “che la Santa Vergine della Misericordia possa allargare il suo manto verso tutti voi e sant’Ercolano possa proteggervi sempre da ogni tentazione e da ogni errore”.

 

AUTORE: M. R. V.

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