Viaggio a Torgiano, Brufa, Pontenuovo e Miralduolo

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Ho trovato interessante la pagina de La Voce che dà spazio alla vita delle parrocchie, o meglio alle Unità pastorali. Vorrei suggerire alla redazione che questa bella iniziativa potrebbe diventare anche una pagina di dibattito e di confronto, non solo sulle iniziative che si portano avanti ma sul progetto che le guida. La nostra Unità pastorale è composta da tre parrocchie più una rettoria: Torgiano, Pontenuovo, Brufa e Miralduolo. Miralduolo è stata lasciata nella sua realtà di rettoria, anche se è stata unita a Torgiano. Pontenuovo ha un suo parroco, quindi la parrocchia ha una sua vita: solo per alcune iniziative ci incontriamo insieme.

Un obiettivo importante raggiunto è il Consiglio di unità pastorale, che opera già da tempo, e tra i suoi componenti si è stretto un bel rapporto. Quali linee seguiamo – almeno nelle tre realtà pastorali di cui sono parroco – per raggiungere sempre meglio un’unità pastorale, che non significa solo superare i campanilismi ma anche rispettare i campanili?

Siamo partiti dal riconoscere che le nostre parrocchie sono un bene prezioso, che non può essere distrutto o annullato senza subire una perdita di storia, di santità, di tradizioni. Quindi abbiamo mantenuto inalterato il suo tessuto religioso, soprattutto in quelle realtà che segnano l’identità specifica di ogni parrocchia. Non ci sono mai piaciute quelle Unità pastorali che hanno quasi annullato la vita di una parrocchia. È faticoso questo cammino, ed è per questo che stiamo riflettendo in che maniera possiamo dare una risposta soddisfacente a questo progetto.

Non so con precisione che cosa sia emerso dall’ultima Assemblea diocesana, ma, se l’obiettivo è abbattere i campanilismi salvando i campanili, noi vorremmo avanzare alcune proposte. La prima è quella di poter “utilizzare” una ricchezza ancora tanto sconosciuta, i diaconi permanenti, che potrebbero guidare, in unione stretta con il parroco moderatore, anche una piccola parrocchia. La seconda, l’avevamo già tentata per la par- rocchia di Brufa, con un laico preparato che era diventato punto di riferimento di tutta la parrocchia. Siamo convinti che questa risposta viene a dare valore a ciò che dice Papa Francesco, che è necessario avere un contatto diretto con le persone, e questo non può essere fatto solo dal parroco, se l’estensione delle sue comunità non lo consente. Non intendo per “laico preparato” il segretario della parrocchia, che svolge un’azione burocratica, ma un responsabile che si prenda cura di tutta la realtà parrocchiale, in particolare delle persone.

Tenendo in grande considerazione il campanile, riscontriamo che ci sono necessità a cui la singola parrocchia, soprattutto se piccola, non potrà mai dare risposta. La prima è la formazione, una realtà che molte volte viene dimenticata, presi dal fare. È interessante ciò che viene proposto dagli uffici diocesani, ma non può bastare; è assolutamente necessario che ci siano incontri formativi anche all’interno dell’Unità. Per aiutare nella formazione, cerchiamo di fornire le nostre parrocchie di libri e riviste specifici relativi all’attività pastorale che viene svolta.

La nostra Unità ha unificato tutta la realtà catechistica delle singole parrocchie: la preparazione dei battesimi, i corsi per l’iniziazione cristiana, la pastorale giovanile, la preparazione al matrimonio sacramento. Sono soprattutto questi operatori che guidano la catechesi che dobbiamo aiutare con una formazione permanente. Uscire fuori dalle nostre sacrestie comporta incontrare non solo le singole persone, ma anche tutte quelle realtà che animano la vita dei nostri paesi.

Un rapporto importante è con l’Amministrazione comunale, soprattutto nell’impegno assistenziale, per contribuire a dare una risposta ai tanti disagi sociali. Ci sono le Pro loco che con le sagre animano la vita sociale nei periodi delle feste patronali, dove operano attivamente i giovani, molti dei quali lavorano anche in parrocchia. La parrocchia sente l’esigenza di confrontarsi con queste associazioni e con tutte le altre che operano nel settore del tempo libero. Siamo attenti ai problemi degli operai, degli imprenditori, della sanità e della scuola, favorendo incontri ed iniziative. Alcune volte non è facile l’incontro, ma tutti riconoscono il bene insostituibile della parrocchia. In questi campi l’Up dimostra la sua grande importanza.

Due realtà stanno incidendo fortemente nella vita delle nostre comunità: i ministri straordinari dell’eucaristia e le confraternite, che hanno ripreso vita negli anni Novanta. I ministri dell’eucaristia sono la mano tesa e dolce delle nostre parrocchie che si fa vicina ai malati e agli anziani; mentre le confraternite, che all’inizio aiutavano la parrocchia nei lavori organizzativi, partecipavano alle processioni, vivevano alcuni momenti di convivialità, oggi sentono l’esigenza di essere laici impegnati per l’evangelizzazione del mondo in cui vivono.

 

AUTORE: Don Giuseppe Piccioni, parroco di Torgiano

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