A Natale il turismo tira

Oltre che dalla natura incontaminata, la ricchezza di Giano è costituita dalle chiese e, in particolare, quella parrocchiale di San Michele, del XIII secolo

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Il turista continua a visitare Giano dell’Umbria. E lo sta facendo anche per queste feste di Natale. I dati sul flusso turistico sono infatti ancora positivi in quest’ultimo scorcio del 2003: nell’ultimo semestre si sfiora un incremento di arrivi quasi del 20 per cento. A Giano, il mese con maggiori presenze di turisti furono registrate nell’agosto scorso 600 arrivi e 3.800 presenze nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere presenti nel territorio, specie al campeggio della Colonia e all’Hotel Park di Montecerreto. Anche i dati di settembre e di ottobre restano positivi (Giano è inserito nei percorsi gastronomici ‘Le vie dell’Olio’ e ‘La strada del sagrantino’), soprattutto se confrontati con gli altri tre comuni del Sistema turistico associato; Spoleto, Castel Ritaldi e Campello sembrano risentire maggiormente della minore capacità di spesa degli italiani e della congiuntura negativa a livello internazionale, che porta in Umbria un minor numero di stranieri. Cosa trovano a Giano i turisti? L’abitato è di origine romana, alle falde del monte Martano, alla cui sommità (1.094 metri) sorgeva un tempio dedicato al dio Janus, oggi inglobato in una stazione militare di trasmissioni. Oltre che dalla natura incontaminata, la vera ricchezza di Giano è costituita dalla sue chiese e, in particolare, quella parrocchiale di San Michele, del XIII secolo, con all’interno degli affreschi votivi, quella francescana dedicata al Santo di Assisi (XIV secolo) dove, nella cappella del Crocifisso, c’è un ciclo di affreschi dell’inizio del XV secolo attribuito a Giovanni di Corraduccio e l’abbazia di San Felice. Quest’ultima è situata in una stupenda posizione paesaggistica, l’abbazia di San Felice. Il martire san Felice, vescovo di Massa Martana, fondò in questo luogo nel 306 un oratorio, che divenne poi il suo sepolcro. Seguì un cenobio monastico del VI-VII secolo, dal VIII-IX sec. dei padri benedettini, che svilupparono il complesso nel XII secolo. Passato nel 1319 sotto il controllo dell’abbazia di Santa Croce di Sassovivo di Foligno, nel 1450 giunsero gli eremiti agostiniani di Perugia e, dal 1815, vi risiede la congregazione dei Missionari del Preziosissimo sangue. Gli edifici conventuali attuali risalgono in gran parte alla prima metà del XVI secolo, il chiostro alla seconda metà del XIV ed il suo secondo ordine al 1724. La chiesa romanica, con influenze lombarde, risale al primo XII secolo. La facciata attuale fu rialzata, a due spioventi, nel XVI secolo; la pietra rosata, simile a quella di Assisi, proviene dalla frazione di San Terenziano. L’altare semplice è quello originale: dietro c’è un sarcofago paleocristiano che potrebbe contenere le spoglie di san Felice. La cripta è a tre navate.

AUTORE: Nerica Eminovic

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