A Todi, veglia di preghiera francescana in preparazione al 4 ottobre

TODI. Veglia di preghiera in stile francescano, verso il 4 ottobre

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La processione si avvia verso San Fortunato (le foto dell’evento sono di Giorgio Valdisserri)
La processione si avvia verso San Fortunato (le foto dell’evento sono di Giorgio Valdisserri)

Si è tradotta in un vero “pellegrinaggio corale dell’anima” la veglia di preghiera, mediata dalla figura di san Francesco, svoltasi a Todi il 21 settembre alla presenza del vescovo, mons. Tuzia, con un buon numero di preti diocesani, di frati francescani e con numerosi laici.

Quest’appuntamento, organizzato in preparazione alla festa di san Francesco, aveva lo scopo di richiamare i cristiani a una dimensione pubblica del proprio credo e all’urgenza, particolarmente sentita nell’attuale contesto socio-culturale, di annunciare a ogni uomo la Buona Novella. Numerosi fedeli, richiamati già nel tardo pomeriggio dal suono dei tamburini e dalla scenografica esibizione del gruppo degli sbandieratori di Grutti, attendevano ai piedi della scalea del duomo di seguire la croce astile del duomo di Todi, che li avrebbe guidati in un ideale e al tempo stesso reale pellegrinaggio verso la conversione.

Il culmine del “viaggio” è stato nel tempio di San Fortunato con l’esposizione del Santissimo Sacramento, manifestazione reale delle verità della nostra fede, di fronte al quale si è svolta, preceduta dalla lettura dell’Annunciazione dal Vangelo di Luca, un’intensa e raccolta adorazione.

Il cammino snodatosi per la via principale del centro storico, accompagnato dalla banda musicale di Giano dell’Umbria e dai canti dei fedeli, ha compiuto la prima tappa presso il monumento del beato Jacopone ove il canto di una sua lauda, Troppo perde ’l tempo chi non t’ama, ha preparato i partecipanti alla giusta disposizione d’animo per ricevere, dalle incisive parole di frate Francesco e frate Mirco, il kerygma francescano. I due frati si sono rifatti alla vita giovanile del Santo, trascorsa fra mollezze e dissolutezze, quando “sciupò miseramente il suo tempo precedendo in queste vanità tutti i suoi coetanei” e “si era fatto promotore di mali e stoltezze. Oggetto di meraviglia per tutti, cercava di eccellere sugli altri ovunque e con smisurata ambizione” (Vita beati Francisci di Tommaso da Celano), e hanno sottolineato le analogie con il perdere tempo dei nostri giorni, mossi dalla ricerca di affermazione, dalla necessità di compiacere se stessi che non porta alla piena gioia.

Come fu per Francesco, però, anche noi possiamo scoprire l’immenso amore e l’infinita misericordia di Dio che, soli, ci rendono saldi nel nostro essere per Lui e per la sua gloria, come hanno rilevato i due giovani tuderti, donando la propria esperienza di conversione e di “uomini nuovi”. Ciò è possibile se i membri della Chiesa – ha esortato il Vescovo – sono capaci di donarsi reciprocamente Gesù.

La preparazione di questa intensa serata ha coinvolto tanti laici in un clima di vera comunione fraterna: di Pantalla, Grutti, Giovani francescani e Gruppo scout le corali succedutesi magistralmente e in perfetta unità con numerosi canti; tanti sono stati i giovani della diocesi che hanno animato la serata.

AUTORE: Federica Biscaroni