A Verona si arriverà carichi di entusiasmo

I delegati umbri al Convegno ecclesiale nazionale sono pronti a partire

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I vescovi dell’Umbria, mercoledì 11 ottobre, a margine della loro Conferenza episcopale regionale, hanno consegnato ai 60 delegati al IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona la sintesi di riflessione delle diocesi umbre. L’incontro si è tenuto nell’abbazia dei Santi Felice e Mauro in Val di Narco, struttura d’accoglienza della diocesi di Spoleto. È stato l’arcivescovo di Perugia, mons. Giuseppe Chiaretti, al termine della celebrazione dei vespri, a distribuire la sintesi delle relazioni delle diocesi, uno schema che evidenzia la specificità di ogni Chiesa particolare, sia nelle ricerche svolte, sia nelle metodologie adottate. Grande è l’entusiasmo dei delegati, consapevoli che a Verona saranno espressione di quella particolare identità umbra, fatta di martiri, di monaci, di eremiti, di santi come Benedetto e Francesco, pilastri della storia comune delle chiese diocesane. Varie le impressioni raccolte tra i presenti. Madre Ottavina Bressanin, per anni superiora generale delle suore della Sacra Famiglia di Spoleto, dal Convegno si aspetta una Chiesa aperta alla luce dello Spirito, attenta ai segni dei tempi, alle sfide delle varie culture e che sappia far nuove tutte le cose. ‘Desidererei – dice suor Ottavina – assaporare una Chiesa che esprima sempre e dovunque l’amore paterno di Dio, che cammini in mezzo al suo popolo per innalzarlo dalla miseria, per ridare dignità, amore e tenerezza ad ogni uomo, specialmente ai più deboli’. Della delegazione fanno parte anche alcuni giovani che, sulla scorta delle Giornate mondiali della gioventù, si apprestano a vivere la grande esperienza del Convegno nazionale. Anacleto Antonini, segretario del sinodo dei giovani di Foligno, ritiene che da Verona dovrà iniziare, per la Chiesa italiana, un cammino che porti alla costruzione di una conversione pastorale, mettendo al centro la persona. Francesca Carnevalini, della diocesi di Orvieto-Todi, come giornalista si sente investita di una particolare responsabilità, visto che di recente i giornalisti cattolici sono stati chiamati ad essere ‘anima del mondo’. ‘Parteciperò – racconta Francesca – ai lavori del Convegno nel quarto ambito, quello della tradizione e della comunicazione della fede. Mi aspetto un vivo confronto con altre persone, provenienti da tutta Italia, uno scambio di esperienze e di modi di vivere. Vorrei – conclude – riuscire ad incarnare la fede, oggi, da laici, da giovani, da persone impegnate nel campo delle comunicazioni sociali della Chiesa’. Il pomeriggio si è concluso con una ricca cena in abbazia, dove vescovi e delegati si sono dati appuntamento a Verona, per testimoniare quella particolare concretezza che contraddistingue la gente umbra.

AUTORE: Francesco Carlini