L’aborto non diminuisce: si nasconde

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Come ogni anno, è stata fatta in Parlamento la relazione ministeriale circa l’applicazione della legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza. E, anche quest’anno, le interpretazioni fornite su quei dati appaiono contestabili all’Aigoc (Associazione italiana ginecologi ostetrici cattolici) di cui è vice presidente l’umbro Angelo M. Filardo. Il testo dettagliato del comunicato stampa dell’Aigoc può essere letto al link Appunti per la 41^ Giornata per la Vita Umbria; qui segnaliamo alcuni aspetti controversi sui dati “ufficiali” relativi all’aborto.

Da parte delle pubbliche autorità, infatti, si tende ad affermare che il fenomeno in Italia è in calo. In realtà – scrive l’Aigoc – “l’aborto volontario non diminuisce, si nasconde!

Leggendo attentamente la relazione [ministeriale], ci accorgiamo che la diminuzione di 4.193 aborti registrata nell’anno 2017 è solo apparente: a pag. 12-13 possiamo verificare che nello stesso periodo sono state vendute 155.960 confezioni di ellaOne e Norlevo [pillole ‘del giorno dopo’] in più rispetto al 2016, che, con tasso di concepimento del 20%, corrisponderebbero a 31.192 aborti precoci”. Per quanto riguarda l’Umbria, “dopo le Marche (86,63%), è la regione in cui i Consultori pubblici rilasciano la percentuale maggiore (82,12%) di attestati per abortire dopo un colloquio”. Nel 2017, in regione, il tasso di abortività era del 4,3 per mille per le ragazze di 15-19 anni, del 9,7 per i 20-24 anni, del 10,35 per i 25-29 anni, del 9,96 per i 30-34 anni, dell’ 8,41 per i 35-39 anni, del 3,76 per i 40-44 anni.

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