Accanto, poi insieme

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Gianluca Ruta e Simona Segoloni insieme ai figli: Matteo, Caterina, Giovanni e Tommaso che ha eseguito lo scatto della foto
Gianluca Ruta e Simona Segoloni insieme ai figli: Matteo, Caterina, Giovanni e Tommaso che ha eseguito lo scatto della foto

Ci chiamiamo Gianluca Ruta (ingegnere elettronico che si occupa di informatica) e Simona Segoloni (teologa), siamo cresciuti nello stesso quartiere e abbiamo frequentato ambienti vicini senza conoscerci se non quando ci siamo trovati nella parrocchia di Ponte d’Oddi. Qui abbiamo condiviso, con tanti amici, la bellezza della Parola di Dio, il gusto della liturgia, la fecondità del servizio. Abbiamo trascorso anni facendo le stesse esperienze di fede e di fraternità, arricchendoci umanamente e cristianamente e imparando a prenderci cura degli altri nel catechismo, nell’animazione liturgica, nelle piccole e grandi iniziative di caritativa o di animazione della vita parrocchiale. Prima abbiamo camminato di fianco, poi abbiamo deciso di camminare insieme: ci siamo fidanzati nel 1995 e ci siamo sposati nel 2001, nei primi vespri della domenica in Albis, con la nostra comunità parrocchiale stretta intorno a noi, così come era stato sempre. Abbiamo continuato a partecipare alla vita parrocchiale curando l’animazione del canto liturgico (Gianluca), il catechismo (Simona) e la preparazione dei fidanzati al matrimonio (insieme), nei modi possibili e secondo le reali opportunità e alle richieste della parrocchia. Ora abbiamo quattro figli: Matteo (13 anni), Tommaso (10), Caterina (8) e Giovanni (quasi 5). Siamo impegnati nella loro crescita nello stesso modo: ci curiamo insieme della casa e di ciò che ci serve per vivere, lavoriamo e cerchiamo di partecipare alla vita della comunità cristiana così come ci è dato. Certamente però tutto ciò che abbiamo condiviso e vissuto in parrocchia, e le tante esperienze ecclesiali di servizio, ci hanno permesso di affrontare la fatica e la bellezza dell’essere genitori. Ancora oggi sappiamo che siamo stati uniti in Cristo e che per Lui viviamo ogni giorno; sperando che i nostri figli respirino – in quel frammento di Chiesa che è la nostra famiglia – l’amore smisurato di Dio e la bellezza della comunione ecclesiale.