Alzheimer. L’aiuto vien dal volontariato

Alzheimer. In Umbria sono poche le strutture per i malati

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Fino a qualche anno fa se ne parlava poco. Oggi è difficile non aver mai sentito parlare della malattia dell’Alzheimer, e di quanto questa incida non solo sul malato ma anche sui familiari che se ne fanno carico. Il merito va senz’altro alle associazioni sorte in questi anni, e tra queste Amata-Umbria, una delle prime a essere fondata, affiliata Federazione Alzheimer Italia e Alzheimer Uniti Onlus. La (felice) sigla sta ad indicare “Associazione malati Alzheimer e telefono Alzheimer Umbria” ed anche quest’anno ha promosso una serie di iniziative (vedi il programma) per la Giornata mondiale dell’Alzheimer fissata al 21 settembre. Dai dibattiti ai concerti fino alla messa, per far conoscere questa realtà, sensibilizzare le istituzioni, offrire momenti di aggregazione a malati e familiari. La presidente, la geriatra Annalisa Longo, fin dalla fondazione ha sostenuto e animato l’associazione. Dottoressa Longo, quanti sono i malati di Alzheimer in Umbria? “Non abbiamo dati precisi. Si stima che la malattia colpisca dal 5 al 10% (a seconda degli studi) degli ultrasessantacinquenni, quindi in Umbria circa 800 malati”. Le famiglie hanno un sostegno per la cura del malato? “Se parliamo del sostegno economico dell’assegno di accompagnamento forse abbastanza, ma non abbiamo dati precisi. Sappiamo, però quanto sia difficile averlo per i malati non ancora allettati che sono, invece, quelli che pongono i maggiori problemi perché vanno costantemente sorvegliati”. E l’assistenza domiciliare? Non esiste specifica per i malati di Alzheimer. La nostra associazione ha un progetto pilota di assistenza domiciliare (l’Arcobaleno di Amata) nella Asl2 distretto Perugino e Trasimeno, che consente di dare poche ore al mese di libertà a dodici famiglie. Una piccola goccia in un mare di necessità. Altre famiglie ricevono un sostegno dalle attività di musicoterapia e stimolazione sensoriale che proponiamo a malati di grado lieve a moderatamente severo, così come dalle attività di sostegno psicologico con l’arte-terapia per i familiari”. E nel resto della regione? “Per quanto so ci sono centri diurni nell Asl 2 con Perugia, San Mariano, Bettona e Fratta Todina; so che ci sono anche nell’Asl1, ma nelle altre Asl e soprattutto in quella ternana sono ben lontani dal progetto regionale di un Centro diurno Alzheimer in ogni distretto della regione”. Restano le residenze …“Non ci sono strutture adeguate che possano accogliere il malato quando è in grado di camminare. Di residenza specifica ne esiste solo una in provincia di Terni. Nelle altre i malati sono accolti solo quando sono allettati e non richiedono sorveglianza”.

AUTORE: Maria Rita Valli