Ambiente: dialogo possibile

ECOLOGIA: Insieme per l'ambiente. Dialogo tra credenti e non credenti al secondo Forum 'Greenaccord

Tempo di lettura: 254 secondi

La seconda edizione del Forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del Creato, organizzato lo scorso fine settimana a Firenze è stata promossa dall’associazione di ispirazione cristiana ‘Greenaccord’ l’associazione culturale che riunisce giornalisti di tutto il mondoe si propone come tavolo virtuale di confronto sui temi ambientali. Tra i partecipanti all’incontro – aperto da don Giorgio Zucchelli, presidente della Fisc (settimanali cattolici locali) – associazioni e movimenti ecclesiali, professionisti dell’informazione, esponenti delle organizzazioni ecologiste. Firenze potrebbe divenire la sede permanente del Forum. L’ipotesi al vaglio di Green Accord e degli sponsor dell’iniziativa. (sul web: www.greenaccord.org) ______________’Il dialogo e la collaborazione tra laici e credenti può essere fruttuoso in questo campo. Dio non ha consegnato all’uomo un ‘caos’ ma un ‘cosmos’, un mondo ordinato che l’uomo deve utilizzare, ma prima ancora capire e contemplare, per trasformarlo nella sua casa’. A pensarla così è il card. Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze che nell’omelia della celebrazione eucaristica in Battistero ha colto il senso del confronto sui temi dell’ambiente svoltosi nel ‘Forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del creato’. A Firenze, il 25 e 26 giugno, il Forum messo a confronto esperienze del mondo cattolico e esperienze di associazioni ambientaliste laiche. Ci sono tre scenari filosofici possibili per definire il rapporto uomo – natura, ha detto Fausto Ferruzza, direttore di Legambiente Toscana, l’associazione nata dall’Arci con le prime battaglie sul nucleare. Il primo riconosce alla natura finalità proprie e la considera intangibile, il secondo delega alla politica le decisioni nutrendo una fiducia illimitata nelle possibilità tecniche, il terzo considera la natura un mondo da rispettare e riconoscere come ‘altro da sè’ e nello stesso tempo da governare. ‘Di questi quello che sento più vicino è il terzo’ ha concluso Ferruzza. Sulla stessa linea, esplicitando ancor più l’attenzione all’uomo è stato Sergio Candotti, segretario generale del Wwf Italia che ha parlato del problema mondiale del taglio delle foreste sottolineando l’intricato sistema di relazioni economiche che penalizzano i Paesi ‘sfruttati’ oramai più che da multinazionali da altri Paesi economicamente più forti. ‘In Italia l’80% del legno è importato da piccoli produttori che trattano direttamente con i paesi fornitori senza porsi problemi sul modo e sugli effetti che il taglio provoca sull’ambiente e sulle popolazioni locali’. Donatella Massai, direttore generale di Greenpeace (che tradotto significa ‘pace verde’) ha parlato del suo impegno ambientalista preceduto da anni di volontaria con Medici senza frontiere: modi diversi di lavorare per la pace come faceva suor Dorothy Stang, missionaria nello Stato amazzonico del Parà, ‘la regione con il più alto tasso di omicidi legati ai conflitti per la terra’, assassinata nel febbraio scorso per il suo impegno contro la deforestazione della foresta amazzonica. Tra le fila di queste associazioni che si definiscono laiche nel senso di non confessionali, pare emergere una ricerca di spiritualità. ‘C’è un nuovo bisogno di sacro’ ha detto Ferruzza spiegando che l’esigenza nasce dai cattolici impegnati in Legambiente. ‘Occorre superare il sospetto che l’ambientalismo sia ostile o contrario alla fede cristiana’ ha detto Candotti invitando a ‘recuperare lo spirito dell’incontro di Assisi del 1986 tra organizzazioni ambientali e religioni’. Il dialogo, dunque, si può avviare ha detto p. Giuseppe Reale, dell’associazione ‘Oltre il chiostro’ di Napoli, tracciando le conclusioni del Forum. Le basi per affrontarlo, da parte dei cattolici, ci sono. E anche le motivazioni di un impegno inedito. ‘Guardiamo con apprensione ‘ ha affermato don Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro – allo sfruttamento senza criterio dei beni della terra. Vogliamo impegnarci per realizzare insieme condizioni sostenibili di vita per l’intero Creato’. Come fare, con quali principi e criteri? Anche in questo settore la Chiesa ha elaborato nel tempo analisi e proposte che si trovano nel Compendio della dottrina sociale. Don Paolo Carlotti, ordinario di teologia morale alla Pontificia Università salesiana ha avuto il compito di introdurre il Forum con una relazione sul Compendio della dottrina sociale che dedica l’intero capitolo 10 all’ambiente. In queste pagine non si trovano solo i presupposti dottrinali, ma ‘analisi su energie alternative, biotecnologie, rapporto tra ambiente, povertà e sviluppo sostenibile, stili di vita e ben tre numeri sono dedicati al tema dell’acqua’. Su un piano teologico, ‘il Compendio rifiuta sia il biocentrismo che l’antropocentrismo esasperato’, richiamando ‘il concetto di parentela tra uomo e Creato’. Qual è l’impegno dei cattolici? La galassia ecclesiale sembra muoversi a due velocità. C’è chi lavora sulla formazione, è il caso di Rinnovamento nello Spirito, dei Francescani e della Fondazione Lanza che ha un centro documentazione di più di 1500 titoli e collabora con la Cei per la pubblicazione di sussidi sui temi dell’ambiente. C’è chi ha messo in cantiere progetti nuovi, come EcoOne del Movimento dei Focolari nato ‘per recuperare il significato delle relazioni con la natura a partire dalla dimensione biblica’, o come l’Agesci di Cesena che ha realizzato l”aula di ecologia all’aperto’, o il centro di spiritualità ‘Don Paolo Chiavacci’ di Crespano del Grappa che offre soggiorni di educazione ambientale a contatto con la natura.

AUTORE: Maria Rita Valli