Appello della Chiesa umbra: “Giustizia senza vendetta”

I vescovi delle diocesi alla veglia di preghiera con il patriarca latino di Gerusalemme

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La veglia di preghiera per la pace ha raccolto in cattedrale tantissimi credenti (marciatori e non) intorno ai vescovi delle diocesi umbre che l’avevano promossa. La veglia, presieduta dall’arcivescovo di Perugia mons.Giuseppe Chiaretti, era animata dall’Agesci nazionale che con la sua orchestra del Giubileo ha proposto una riflessione sul tema in musica e recitazione. Mons.Sergio Goretti ha portato il messaggio delle Chiese umbre (il testo qui di seguito) mentre il patriarca di Gerusalemme mons.Michel Sabbah ha proposto la meditazione sul brano evangelico delle beatitudini. “La pace esige molto da chi vuole contribuire a farla” ha detto ricordando che “la sfida maggiore è rispondere alla violenza con la non violenza”, attraverso l’amore, “la forza più grande del cuore dell’uomo”. “Vogliamo che i grandi del mondo si convertano, cambino modo di gestione del sistema – ha detto Sabbah – ma ognuno di noi è parte del sistema”. Per questo il Patriarca ha chiesto di iniziare da noi stessi la conversione alla pace chiedendo anche il nostro impegno a “non lasciare Dio fuori dal sistema”.”Ognuno di noi conosce già i motivi che hanno spinto i vescovi di questa regione a indire questa veglia di preghiera per la pace. (…) Intendiamo offrire preghiere di suffragio per tutte le vittime innocenti degli attentati, da quelli recenti e spaventosi avvenuti negli Stati Uniti d’America a quelli verificatisi in altre parti del mondo e invochiamo che al loro sangue non si aggiunga altro sangue innocente. E’ già troppo quello versato! Invochiamo da Dio il conforto per gli orfani e per le famiglie colpite da così incredibili e assurdi lutti. Preghiamo, in particolare, che saggezza ai capi dei popoli e internazionali, perché, nel perseguire i criminali e i loro mandanti – il terrorismo e la violenza non possono essere in alcun modo tollerati – non si lascino coinvolgere nella spirale della vendetta, foriera di ulteriori guai per l’umanità. (…) Come credenti in Dio respingiamo con fermezza ogni forma di strumentalizzazione della religione. Parlare di guerre sante, definire martiri di Dio povere creature disperate o manipolate che si uccidono e vanno ad uccidere altre persone, significa offendere gravemente Dio, che è Padre di tutti. La vera fede ci porta al dialogo, all’amore e a guardare ad ogni creatura con rispetto e comprensione. Dio vuole la vita, non la morte. Cristo ci ha insegnato a perdonare sempre e ad amare anche i nemici. Il Papa ha detto che è lontano da Dio e non lo può minimamente comprendere chi semina discordia e ama la violenza. Occorre interrogarsi seriamente sulle radici, anche remote, di questa ondata di odio, che ha già macchiato questo inizio di millennio e ha alimentato un fondamentalismo violento e terribilmente pericoloso. Troppa parte dell’umanità vive nella più squallida miseria, priva del pane, del lavoro, della casa, dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria, mentre la parte più fortunata del mondo finora si è limitata a far cadere qualche briciola dalla sua ricca mensa, cullandosi nella sua ostentata prosperità, priva talvolta, anche di precisi valori morali e spirituali. Troppe quelle guerre, che colpiscono paesi poveri, sono da tempo ignorate. Le sofferenze dei piccoli, purtroppo non fanno notizia. La questione palestinese che, a giudizio di molti, è la causa principale dell’attuale situazione, va risolta senza ulteriori indugi. Se Israele ha diritto ad avere un suo stato, analogo diritto va riconosciuto anche ai palestinesi. Saluto con particolare affetto mons. Michel Sabbah, patriarca latino di Gerusalemme, e gli assicuro la stima e la vicinanza di tutte le comunità cristiane dell’Umbria. Vogliamo la pace, senza la quale non è possibile vivere. Tuttavia, non possiamo limitarci a proclamarla, occorre farla. Le otto chiese particolari dell’Umbria, senza far rumore, nella loro povertà, sono tutte impegnate da tempo nella realizzazione di opere sociali nelle parti più povere del mondo. La pace si costruisce in questo modo. Occorrono più fatti. Auspico vivamente che le sofferenze e le preoccupazioni di questi giorni diventino occasione di purificazione e di revisione, personale e collettiva. E’ possibile costruire un mondo diverso, dove lo sviluppo e la giustizia cammino insieme.”

AUTORE: Sergio Goretti