Arte antica e moderna per avvicinare alla fede

Terni. Nuove sale espositive per il museo diocesano e capitolare

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Il museo diocesano e capitolare di Terni si arricchisce di quattro nuove sale espositive interamente dedicate all’arte sacra contemporanea, che sono state inaugurate, nei giorni scorsi, dal vescovo diocesano Vincenzo Paglia e da mons. Carlo Chenis vescovo di Civitavecchia-Tarquinia che ha tenuto anche un’interessante relazione su: ‘Arte sacra nella contemporaneità. La profezia della bellezza’. Un vero e proprio laboratorio che raccoglie opere antiche e moderne della vita della Chiesa locale e che, al contempo, dialoga con le testimonianze dell’arte prodotta per il culto, elaborata nelle parrocchie e nella costruzione di nuove chiese della diocesi. ‘Il museo diocesano non vuole essere solo un museo conservativo ‘ ha detto il vescovo Vincenzo Paglia -, ma ha l’ambizione di dialogare anche con l’arte contemporanea, soprattutto sul cosa voglia dire per un artista imbattersi con la dimensione del sacro. Per questo abbiamo voluto realizzare una rinnovata circolarità con la committenza ecclesiastica, e con pittori, scultori, architetti, siamo riusciti a realizzare complessi particolarmente significativi’ Un dialogo aperto con le arti e con i giovani artisti. Un incontro diverso per chi vuole avvicinarsi alla fede da una strada inusuale, ma importante per le nuove generazioni che trovano nei musei e nelle gallerie d’arte il loro tempio per comprendere la realtà della vita ed anche un modo concreto per convogliare artisti contemporanei nell’arte sacra, impegnandoli a riflettere sulla iconografia cristiana. Attualmente la struttura museale ternana si articola in nove sale, quattro delle quali dedicate all’arte antica con in esposizione cinquanta opere. Tra queste quattro sculture, tre riferibili alla fine del ‘400 e una del ‘600. Le prime tre raffigurano la Pieta’, San Sebastiano e la Crocifissione, quella del Seicento San Gregorio Magno. Importante anche la presenza di dipinti del manierista cinquecentesco Livio Agresti, del fiammingo Marten Stellaert, dello spagnolo secentesco Francesco Cincinnato oltre ad opere attribuite al Guercino. Innovativa la sezione di arte contemporanea dove figurano le sculture eseguite da Paolo Borghi e Dino Cunsolo e dipinti realizzati, tra gli altri, da Sergio Fermariello, Salvo Russo, Tono Brancato, Marco Lodola, Stefano di Stasio, Alberto Abate. Fino al 29 marzo nelle nuove sale espositive saranno ospitate due mostre: una dedicata agli artisti contemporanei che hanno realizzato importanti opere di arte sacra per le chiese della diocesi a partire dall’anno 2000; l’altra è una collettiva di dieci giovani artisti che si confrontano sul tema della memoria, come luogo dei sentimenti, come evocazione, ricordando la figura di don Fabio Leonardis (1950-2008) primo direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici e del Museo diocesano e capitolare.

AUTORE: Elisabetta Lomoro